si, vabbè.. sarò fuori moda. Probabilmente.
E' che festeggiare una festa che non ci appartiene, che non è "autoctona", non mi pare sensato. Che poi, sta assurgendo la fisionomia di una carnevalata. E forse se ne hanno a male anche i detentori della tradizione. Gli anglosassoni, per intenderci.
Io le zucche le uso per farci il ripieno dei tortelli di zucca, o per fare il risotto con la zucca o, ancora, per fare la pastasciutta con la zucca a pezzettoni, e mi piace al forno e, volendo, ci si può anche fare una torta.
Ma scavarla per farne un testone di mostro illuminato da dentro, proprio no.
Sorry...
Io i morti li commemoro il due novembre. Da sempre. Andando a Messa. E qualche giorno prima vado al cimitero a pulir le lapidi e a rinnovare i fiori. Poi li ricordo, tutti assieme o separatamente - dipende dagli anni, la formula non è sempre uguale - e dico una preghiera. Una per ognuno. O una collettiva. Dipende.
Poi me ne torno a casa, mentre i passi risuonano nel viale del cimitero (non so perchè, ma risuonano sempre), anche in montagna dove il cimitero è piccolo e il viale è di terra battuta.
E non parlo con nessuno. Che il chiacchiericcio da mercato non mi interessa. Anzi, mi disturba.
E allora, 'azpita c'entriamo noi con Halloween, me lo si spiega?
Buon ponte a chi ponteggia...
ma toh!... nel lontano 2003, inconsapevolmente ho indovinato il titolo del mio blog (se si clicca all'interno dell'immagine, si va a fare il test, anche se poi ci vuole una lente d'ingrandimento per leggere il risultato)
[e così ora Yoga, quando dice che ho del tempo da perdere, io le posso rispondere che - a volte - ha pure ragione!] 

Dietro la porta di casa mia, sei giorni su sette, c’è una confusione imperante che mi accoglie, insieme alle note che, talvolta, sgorgano – quand’anche stonate – dal piano di Francy che, alla mia vista mi manda un bacio e mi dice: “ciao, mamma! Com’è andata oggi?”.
Dietro la porta di casa mia ci sono montagne di libri e pile di panni da stirare (o forse pile di libri e montagne di panni..).
Dietro la porta di casa mia ci sono sempre pochi metri quadrati e la voglia che siano almeno il doppio (e altrettanta voglia di cambiare qualcosa, che sia la disposizione della mobilia o il colore delle pareti), perché questa casa mi somiglia sempre meno.
Dietro la porta di casa mia ci sono cene “fatte con quel che c’è”, ma consumate in lentezza e gioia di condivisione con i “miei due uomini”, lontano dalla tv, che tanto è solo spazzatura (e, per quel che mi riguarda, l’ho buttata nel cassonetto).
Dietro la porta di casa mia c’è un pc che a volte mi attende, a sistemare fotografie o a navigare un po’ in lungo e in largo, perché sono curiosa.
Dietro la porta di casa mia c’è una scacchiera sempre pronta, per farci una partita.
Dietro la porta di casa mia c’è una instancabile lavatrice datata che svolge il suo lavoro.
Dietro la porta di casa mia c’è una sveglia che suona sempre troppo presto.
Dietro la porta di casa mia c’è un libro sul comodino che non riesco mai a finire, perché la sera sono sempre troppo stanca.
Dietro la porta di casa mia non ci sono cene con amici, perché a causa del tuo lavoro dagli orari impossibili, non abbiamo mai invitati e dopo tanto tempo sento d’esser diventata “orsa”.
Dietro la porta di casa mia ci sono io, che la apro quando arrivi tu e ti accolgo con un bacio e un sorriso. Da vent’anni.
Da un'idea pigliata in prestito da ehvvivi
.. e anche se non è una catena, invito Elfo a parlarci del suo dietroporta 
C'è da chiedersi che mondo è diventato questo dove viviamo...
Please, si vada qui
Poi, se vi fate qualche domanda circa il clima strano (fino a stamattina ero appena scettica, ma dopo aver letto cosa fanno ai cani, mi si è instaurata una impressione diversa), intanto che siete collegati alla rete, fatevi un viaggio anche qui e qui
.. e al prossimo viaggio sulla luna, mi sa che mi imbarco.. 

Oggi la mia parrucchiera era creativa. Avrei potuto contrariarla, od oppormi. Così lei sarebbe stata frustrata e magari avrebbe infierito nel prezzo. E poi non l'avrei capita. Mi avrebbe tenuto il muso. Forse.
Invece l'ho lasciata fare.
Il risultato è.... è...
E'!
E per la prima volta in un tot di anni, Don P., appena - anzi, ancor prima - d'aver varcato la soglia di casa, s'è accorto che i miei capelli non erano più del consueto colore.
Ancora non ho deciso se questa cosa è meglio o peggio.
Vado di nuovo a controllare davanti allo specchio.
(e sarà la decima volta che ci ripasso... una volta dico: sì, sto bene e dieci minuti dopo opto per il contrario. Forse devo aspettare di vedermi domattina, in mise scarmigliata)
Non è possibile: Francy è a casa con l'influenza! 
A dire il vero è anomala. Ha la febbre a 38 e si abbassa solo con la tachi, un pò (poca) di nausea e mal di testa. Niente mal di gola, nè raffreddore, nè tosse, nè disturbi intestinali. E siamo solo ad ottobre...
uhmmmm.. e se fosse una recrudescenza della mononucleosi? mah... 
E' stata una settimana faticosa: la zia mi ha fatto girare in lungo e in largo per commissioni, a casa c'è sempre da fare, a lavorare abbiamo lavorato sodo (statistiche, conti che non tornano, conti che tornano) e lettere lettere lettere. 
E' venerdì. Sera. Finalmente... 
Domani spero di riuscire ad andare in montagna. Andata e ritorno in giornata, ma almeno respiro un filo d'aria buona. Mi assento di testa un pò e spero in una mini-ricarica energetica. 
Buon fine settimana 
Sfrecciando per gli appennini, s'è potuto notare che la machine si comporta bene: buona stabilità, le sospensioni un pò durette, uno servosterzo very ok (.. c'è da dire che io il servosterzo prima d'ora l'ho mai usato). Piccolina.. dentro non è che ci si può ballare, anche se ha un impianto che si sente molto bene.
Fisicamente è un periodo che non mi sento troppo bene: ho lo stomaco e la pancia sottosopra e spero che passi tutto quanto per benino, perchè ormai sono dieci giorni e mi son rotta di stare così da schifo.
Che abbia qualche responsabilità anche Elfo, visto ciò che scrive? (leggetevi il suo 14-Nero), ma anche il 13!) (burp!)...
Il mio viaggio in Toscana conteneva un quissss (ovvero che ci sono andata a fare), ma l'unica che ha provato a risolverlo è stata Metafisica, per quanto non abbia azzeccato la risposta esatta.
Nessuno che voglia tentare a risolverlo, prima che lo dica io?
Habemus new machine. Prima che per l'ennesima volta il ladro ci provasse a rubarmi l'inseparabile quanto decisamente vecchia fiatuno (e nella considerazione che ormai le andavano fatti diversi lavori di meccanica), ho/abbiamo pensato di cambiarla fintanto che è in vigore lo sconto rottamazione. E così ci ritroviamo con una macchinina nuova fiammante. (la prima in mi vida).
Riuscirà l'Amberella a sfrecciare (a 88 km/h che è in rodaggio) per le vie extraurbane? Oggi primo giro di prova con curve, controcurve, salite e discese. Ma la piccoletta sembra dare soddisfazione, almeno nelle vie cittadine. E c'ha uno stereo Panasonic che si sente very ok. Insomma, son contenta.. per quanto.. non si possa avere la moglie ubriaca e la botte piena. Infatti, io mi sono ubriacata per festeggiare l'auto (beh, ubriacata proprio proprio, no) e la botte (il conto corrente) s'è inevitabilmente svuotata. Peccato, neh?

.. verso Follonica, a sinistra c'è un bivio che porta a Scarlino, dove c'è il Castello Aldobrandesco del XII secolo

e ho fotografato anche un particolare.. anche qui, peccato che c'era chiuso e non l'ho potuto visitare...
Oh! ma possibile che noi capitiamo sempre ad orario di chiusura?!?!? Anche al Castello di Avio successe uguale..umpf..

ed infine una veduta su Scarlino paese

sì, il tempo non era granchè...
Qui approfondimenti su Scarlino
.. ma solo perchè hanno fatto un rito Vodoo per chi non si incantena... 'naggia che odio le catene..
vabè.. è il solito Elfo.. che stavolta vuole sapere quali cinque libri mi hanno cambiato la vita.
Mi verrebbe da scherzarzi su. Tipo: il libro xx perchè mio marito me l'ha tirato in testa il terzo giorno di matrimonio; il libro xy che mi sono messa sotto i piedi per crescere un pò e il libro xz perchè lanciandolo, dovendo colpire il consorte, ho sbagliato mira e m'è volato fuori dalla finestra finendo sulla testa di un passante...
più precisamente: la catena prevede di riportare l' incipit dei 5 libri che mi hanno cambiato la vita e di nominare altri 5 prosecutori della suddetta catena."
Non riporto gli incipit, che quelli si trovano anche su internet, ma alcune frasi all'interno degli stessi
(un pò ribelle alle regole) 
Facciamo i seri: libri belli che mi hanno dato spunti di riflessione può anche essere, che proprio m'hanno cambiato la vita non direi. Come pretendere che un libro ti cambi la vità? Sono le situazioni che vieni a vivere che ti cambiano.. mica quello che leggi... leggere, caso mai, apre la mente... (Meta, smettila di ridere!)
in ordine sparso:
Bach: Il gabbiano Jonathan Livingston
"Non dar retta ai tuoi occhi, e non credere a quello che vedi.
Gli occhi vedono solo ciò’ che è limitato.
Guarda col tuo intelletto, e scopri quello che conoci già’,
allora imparerai come si vola."
Jonathan Livingston è un gabbiano che abbandona la massa dei comuni gabbiani per i quali volare non è che un semplice e goffo mezzo per procurarsi il cibo e impara a eseguire il volo come atto di perizia e intelligenza, fonte di perfezione e di gioia. Diventa così un simbolo, la guida ideale di chi ha la forza di ubbidire alla propria legge interiore quando sa di essere nel giusto, nonostante i pregiudizi degli altri; di chi prova un piacere particolare nel far bene le cose a cui si dedica: una specie di 'guru' istintivo e alla mano ma non per questo meno efficace nel suo insegnamento. E con Jonathan il lettore, affascinato dall'insolito clima della narrazione, viene trascinato in una entusiasmante avventura di volo, di aria pura, di libertà
******
Coelho: L'alchimista
Impara ad ascoltare il tuo cuore: è l’insegnamento che scaturisce da questa favola spirituale e magica. Alle frontiere tra il racconto da mille e una notte e l’apologo sapienziale, L’Alchimista è la storia di una iniziazione. Ne è protagonista Santiago, un giovane pastorello andaluso il quale, alla ricerca di un tesoro sognato, intraprende quel viaggio avventuroso, insieme reale e simbolico, che al di là dello Stretto di Gibilterra e attraverso tutto il deserto nordafricano lo porterà fino all’Egitto delle Piramidi. E sarà proprio durante il viaggio che il giovane, grazie all’incontro con il vecchio Alchimista, salirà tutti i gradini della scala sapienziale: nella sua progressione sulla sabbia del deserto e, insieme, nella conoscenza di sé, scoprirà l’Anima del Mondo, l’Amore e il Linguaggio Universale, imparerà a parlare al sole e al vento e infine compirà la sua Leggenda Personale. Il miraggio, qui, non è più solo la mitica Pietra Filosofale dell’Alchimia, ma il raggiungimento di una concordanza totale con il mondo, grazie alla comprensione di quei “segni”, di quei segreti che è possibile captare solo riscoprendo un Linguaggio Universale fatto di coraggio, di fiducia e di saggezza che da tempo gli uomini hanno dimenticato.
(non ho qui il libro e non riesco a postare nessuna delle frasi che ho diligentemente sottolineato)
*****
Luis Sepùlveda: Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare
"Promettimi che non mangerai l'uovo" stridette aprendo gli occhi.
"Prometto che non mi mangerò l'uovo" ripetè Zorba
"Promettini che ne avrai cura finchè non sarà nato il piccolo" stridette sollevando il capo.
"Prometto che avrò cura dell'uovo finchè non sarà nato il picoclo.
"E promettini che gli insegnerai a volare" stridette guardando fisso negli occhi il gatto.
Allora Zorba si rese conto che quella sfortunata gabbiana non solo delirava, ma era completamente pazza.
"Prometto che gli insegnerò a volare. E ora riposa, io vado in cerca di aiuto" miagolò Zorba balzando direttamente sul tetto.
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Terzani: Un ultimo giro di giostra
......Nel silenzio rotto solo dal frusciare delle auto sull'asfalto bagnato della strada e da quello delle suore sul linoleum del corridoio, mi venne in mente un'immagine di me che da allora mi accompagna. Mi parve che tutta la mia vita fosse stata come una giostra: fin dall'inizio m'era toccato il cavallo bianco e su quello avevo girato e dondolato a mio piacimento senza che mai, mai qualcuno fosse venuto a chiedermi se avevo il biglietto. No. Davvero il biglietto non ce l'avevo. Tutta la vita avevo viaggiato a ufo! Bene: ora passava il controlllore, pagavo il dovuto e, se mi andava bene, magari riuscivo anche a fare...un altro giro di giostra
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Fernando Pessoa: Il libro dell'inquietudine di Bernardo Soares
... Nella mia anima ignobile e profonda registro, giorno per giorno, le impressioni che costituiscono la sostanza esterna della mia consapevolezza di me. Le traduco in parole vagabonde che mi disertano nel momento in cui le scrivo e che vagano, indipendenti da me, per pendii e prati di immagini, per viali di concetti, per sentieri di confusioni. E questo non mi serve a nulla, perchè niente mi serve a nulla. Ma mi libero dalla preoccupazione scrivendo, come uno che respira meglio anche se la malattia non è passata...
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.. ora dovrei passare la catena a qualcun altro.. mumble mumble... non lo farei, ma c'è una maledizione a capo di questa... e io, anche se non soy superstiziosa.. (ma 'n vedi mai che per effetto della legge di Murphy...) la passo a:
Blue
Metallica
.. tornando verso il mare, sulla provinciale che collega Siena con Massa Marittima, nel tratto del comune di Montieri, si incontrano Le Roste .. davvero un insolito paesaggio...
Proseguendo oltre, si arriva a Massa Marittima... interessantissima la visita alla Basilica di San Cerbone.. qui vi mostro solo la piazza...

... il palazzo del Podestà con gli stemmi gentilizi...

.. salendo per via Moncini, alla fine della quale c'è un erogatore d'ossigeno (seeee, magari..) ;)
si passa sotto la Porta alle Silici sulla quale si eleva la fortezza senese o Cassero, opera dell'architetto senese Angiolo di Ventura, costruita nel XIV sec. dopo l'assoggettamento di Massa a Siena. Collegato alla Fortezza tramite un arco monumentale in pietra, l'Arco Senese, è la torre del Candeliere, costruita nella prima metà del XIII sec...
eccovi il Cassero

la foto dell'Arco Senese ve la risparmio che non è venuta bene... vi mostro invece la Torre del Candeliere.. Si può salire fin sopra ma, causa giornata con brutto tempo, non siamo andati

Poi, chi volesse, può visitare le Miniere.. magari senza fare come noi che ci siamo capitati all'ora di pranzo e il museo era chiuso.... sono riuscita solo a fare una foto dall'esterno..

.. a seguire.. il Castello Aldobrandesco del XII di Scarlino ..
.. vicino all'Abbazia di San Galgano c'è il Santuario di Montesiepi... che mi è piaciuto perchè..

.. a parte che è piccolo e carinissimo..

.. e a parte che sono andata in trance da ipnosi guardando la cupola...

.. vi è custodita la Spada nella roccia di Re Artù... uhmmmm... no, di San Galgano!
e che hanno provato a portarla via in tanti, ma lei niente, non si scolla da lì!
Che Galgano, ai tempi suoi, era un cavaliere temerario e con quella spada sguainata ne ha mozzate di teste e feriti e ammazzati e... ma poi lui si è stancato di tutta 'sta morìa e un giorno ha detto: basta! questa spada servirà solo per pregare. E detto fatto l'ha impugnata con due mani e non si sa com'abbia fatto (ma c'entra Iddio) la spada s'è conficcata e sembra una Croce e da lì non è più venuta via

... a seguire Massa Marittima...
Fra le Colline Metallifere c'è San Galgano ..
merita senz'altro una visita l'Abbazia cistercense, la cui costruzione ebbe inizio introno al 1220 ed ebbe termine nel 1268 (qui sotto una veduta panoramica)
Il tetto, in piombo, fu venduto da nonricordochi... per cui è senza copertura... Un gioiello così, lasciato alle intemperie... (qui sotto è possibile vedere la navata laterale)
... la sua struttura architettonica è sacra e l'ho letto qui
Sotto: una immagine della navata centrale
.. ed ecco la medesima parete vista dall'esterno..
ed ecco la navata centrale vista dalla parte opposta. La parete in fondo è quella che si vede all'ingresso del viale (vedi prima foto, dove terminano i cipressi)
...a seguire le immagini dell'Eremo di Montesiepi e della spada nella roccia
.. fino all'ultimo non si capiva se era possibile partire
meccanico: - guardi non so cos'ha; le abbiamo cambiato il sensore, smontato la pompa della benzina, cambiato il relè (con buona pace di [:nybras]) e ancora non dà segni di vita.
Amber: - noooo! non mi dica così... guardi, devo partire domattina presto e abbiamo già prenotato
(una bugia per metà)
meccanico: - ahhhh, parte? ma suo marito non me l'aveva detto!
Amber: ... (fra quei puntini ci sono i miei pensieri che non possono essere nominati, chè sono una signora io!) 
meccanico: - non so cosa dirle signora, noi vedremo di fare il possibile e l'impossibile, ma non le garantisco nulla
Amber: (ma come? ha appena detto o no che fa l'impossibile? maschi.. i soliti) 
meccanico: - facciamo che ci sentiamo più tardi eh, signora? appena vediamo come si mette, la chiamo.
Amber: eh, va bene. Però mi raccomando: faccia l'impossibile!!! guardi ci conto proprio..
Alle 17.15 mi chiama di andarla a ritirare per le 18,30. 
Ma. Che c'è sempre un "MA". 
Doveva passare l'omino della telecom (abbiamo optato x *alicetuttoincluso*) con il modem ecc.ecc. Naturalmente l'ora era ignota, per cui bisognava attenderlo perchè altrimenti, se non avesse trovato nessuno in casa, avrebbe restituto tutto l'impiantamento alla *telecom*
Arrivo a casa e c'è Francy con la sua amica (toh! ma che ci fa qui?.. sorvolo) 
Amber: Francy devo andare a prendere l'auto e parto alle 17.45. E' venuto l'omino della telecom?
Frà: no.. io però devo uscire..
Amber: allora è meglio che esci subito, così l'omino ora lo attendo io, poi tu torni e lo aspetti mentre io vado dal meccanico. Quindi vedi d'esser a casa per le 17.30-17.45.
E se ne vanno.
Alle 17.50 non si vede nè Francy, nè l'omino. Alle 17.55 stavo friggendo. (tonni fritti, do you know?)
Suona il campanello. E' l'omino. Ritiro la robbbba, m'infilo le scarpe e mi fiondo a prender l'autobus. Intanto telefono a Francy:
Amber: - scusa Frà, ma dove sei?
Frà: - a casa della C.
Amber inviperita: - ma come? ??? ma non t'avevo detto che dovevi rientrare alle 17.45 come massimo? 
Frà: - adesso parto subito, fra 10 minuti sono a casa
Amber che non si controllava più: - dieciminutiii??? nomadico? locapiscisionocheiodovevopartiredacasa giàdieciminutifa??? Adesso non importa, prenditela comoda, vieni a casa e appena arrivi mi chiami.
Mentre sono sul bus chiamo casa. Non risponde nessuno e sono le 18.30.
Quindi raggiungo il meccanico e dopo aver sborsato la bellezza di 335euriss
(ma poi, cos'aveva?)
meccanico: ehhhh, guardi: abbiamo smontato anche l'antifurto. E non era nemmeno quello. Pensi, era un filo nascosto tutto bruciacchiato che agiva sulla pompa. Ecco perchè non funzionava! Ah, ma è da ieri sera che ci lavoriamo. 
Allora richiamo Frà:
ore 18.40 a casa non risponde nessuno.
ore 18.45 a casa non risponde nessuno
allora chiamo Frà sul cell:
Amber: -si può sapere dove sei?
Frà: a casa della C.
Amber: - cooooosaaaaa??? Ancooooraaaa??? Fra due minuti sono lì. Spettami che ti dò un passaggio e andiamo a casa insieme.
Arrivata davanti a casa della C., Frà non si vede. Lo richiamo al cell. Non risponde. Dopo 1 minuto esce dal portone. Sale in macchina.
Sto per dire qualcosa e mi precede: Si, hai ragione. Hai perfettamente ragione.
Amber: in un momento diverso, mi avrebbe dato fastidio che tu non fossi in orario, ma stasera era tassativo l'orario. Mi pareva d'esser stata chiara sul fatto che dovevo andare a ritirare l'auto e io stessa dovevo essere puntuale. Tra l'altro sapevi che doveva arrivare l'omino */telecom*
Frà: si, però, in fin dei conti sarei stato a casa un quarto d'ora dopo.
Amber: se è tassativo è tassativo. lo capisci no? che certe volte bisogna essere puntuali. molto puntuali. più puntuali del solito.
Frà: beh, ma io di solito sono puntuale!
Amber: .... 
Amber: facciamo così: tu la prossima settimana non esci.
Frà: - ma come?? ma.. io non potevo essere a casa prima, perchè avevamo litigato e non mi piace andarmene senza aver chiarito..
Amber: e se ti chiarivi a mezzanotte??? 
Frà: esagerata. In fin dei conti si trattava di dieci minuti.
Amber: - ecco, per 10 minuti stai a casa tutta la settimana prossima.
Frà: (mesto) ah ma hai ragione eh...
Amber è dispiaciuta, non vorrebbe punire nessuno. Però non si può. c'è una regola, l'orario. Quando dò un'orario mi piace che sia quello. Tra l'altro non aveva nemmeno telefonato per avvertire del ritardo. 
*******
Comunque... ad ogni modo, il mattino dopo siamo riusciti a partire. 
Don P. e io.
Abbiamo passato due belle giornate per quanto, il sabato non era meteorologicamente stabile. Certo, la zona visitata è un pò la toscana povera, lontana dai colli senesi tutti curati e allineati. Una bellezza più selvaggia, più autentica. D'altra parte lì prima c'erano le miniere. E bisogna capire che prima tutti ci lavoravano. Poi, dalla metà degli anni '80 ha chiuso anche l'ultima. E allora? E allora un territorio si deve reinventare. E mica è facile. L'agriturismo dove abbiamo alloggiato era nel centro delle colline metallifere (in onore a Metalla). Grosso modo ad una 20 di Km da Follonica, 70 da Volterra e - credo - altrettanto da Siena. Abbiamo dapprima visitato il castello Aldobrandesco del XII secolo di Scarlino, quindi Massa Marittima, un centro molto carino, ben tenuto. Da vedere assolutamente il Duomo., il Palazzo del Podestà, il Cassero e la Torre del Candeliere. Poi siamo andati a San Galgano. Di fronte all'Abbazia sono andata in trance. Ho fotografato tantissimo lì. Non sarei più venuta via. Non so come dire... è un posto magico, denso di presenze passate.. non so come meglio spiegarmi. Chiamatelo magnetismo, se volete.
Poi siamo saliti al Santuario di San Galgano dove c'è la famosa spada nella roccia. Incredibile la somiglianza della leggenda di Re Artù! In una teca coperta, ci sono le mani e gli avambracci - rinsecchiti e mummificati, mica un gran spettacolo
- degli invidiosi che in assenza di San Galgano avevano cercato di prendere la spada, ma i lupi, amici del Santo, l'avevano difesa mordendo quelle genti.
Quindi siamo andati a visitare qualche altro paesino che però mi ha lasciato un pò indifferente. In compenso ce ne siamo lasciati scappare uno che secondo me valeva la pena. Il giorno dopo abbiamo fatto tappa a Castagneto Carducci. Mi sarebbe piaciuto anche far tappa a Bolgheri, ma eravamo un pò di fretta che Don P. doveva prendere servizio.
Al rientro siamo passati dalla nostra casetta sugli appennini per vedere che tutto fosse in ordine.
La sera ero a cena da maman dove Francy ha trascorso il fine settimana (tra l'altro ha detto che c'è stato benissimo e che avrebbe voglia di ritornarci ancora) [di solito frequenta di più i miei suoceri, prettamente per una questione di comodità logistica].
Ora, qualcuno si chiederà che ci sono andata a fare nella toscana povera...
beh, un pò di privacy no? 
Ma potrebbe essere anche un indovinello (per coloro che vogliono giocare). 
Solo una cosa che merita essere scritta nero su bianco.
Don P. non era entusiasta ad accompagnarmi ma, una volta vista la mia assoluta decisione (che significava prendere il treno alle 5 del mattino, cambiare, prendere 'o pullmann e arrivare a destinazione alle 15 e probabilmente farmi anche una scarpinata
), s'è deciso.
Al ritorno, mi è parso carino ringraziarlo per la cortesia.. e che mi ha risposto?
"La mia felicità consiste nell'averti vista così contenta". 
Non è adorabile?
(certo, ha piovuto molto...) 
(le foto le posto domani)