guardando l'orizzonte

lo sguardo scruta l'orizzonte... e intanto, cammino...
21/04/2006

Dovrei forse raccontare l'antefatto di questa e-mail, ma forse lo si intuisce. L'ho avuta per vie traverse e, al di là di come uno la pensa, sono parole che fanno riflettere. Per questo la posto qui.

Ricambio con affetto gli auguri: i miei però, proprio perché vogliono essere sinceri, non possono che essere auguri laici e critici, che ti prego di accettare come stimolo alla riflessione. Trovo sconcertanti i tuoi auguri: “Vi auguro di avere un po’ di fede… (se no la vita quaggiù si fa molto difficile e inspiegabile, oltre che ingiusta)”. Anche se non sono credente ho profondo rispetto per il concetto di Dio e mi dispiace vederlo ridurre a rimedio contro le difficoltà, gli aspetti inspiegabili e le ingiustizie della vita quale fosse un prodotto da supermercato, particolarmente utile ed efficace. Si potrebbe  pensare che la sua esistenza è richiesta da nostri bisogni psicologici per gli effetti consolatori che produce di fronte alle difficoltà e che ,in fondo, chi non crede è più coraggioso perché riesce ad affrontare in modo realistico ed autonomo la durezza della vita. Anticamente con la fede si affermava la verità di un fatto (l’esistenza di Dio), non la sua utilità. Nella società attuale, commercialista e capitalista, il concetto di utilità e convenienza ha permeato i modelli di comportamento e le forme di pensiero così profondamente da inquinare anche i contenuti più alti.

 

Come ti ripeto non sono credente, ma se lo fossi non potrei essere cattolico. Per una questione di valori diversi e di laicità. Se penso alla posizione della Chiesa in materia di coppie di fatto, etero ed omosessuali, di eutanasia, di morale sessuale (es. uso del preservativo contro l’A.I.D.S.), se penso ai cattolici che hanno approvato e condiviso la legge Bossi – Fini credo che sia dovere civile ed umano opporsi a chi crea discriminazione e dolore in tante persone, ed affermare valori più positivi e forse più cristiani. La laicità implica il rispetto e la tolleranza verso le sensibilità e comportamenti personali diversi dai nostri  ed è patrimonio anche di molti credenti. Una persona che ha un atteggiamento laico cerca di convincere gli altri, non di imporgli le proprie concezioni.  L’integralismo è il suo opposto: vuole imporre agli altri i propri valori e modelli di comportamento con la legge, facendo ricorso a concetti di natura umana che non sono altro che la proiezione del loro pensiero: esprime volontà di dominio (naturalmente per il bene degli altri).

 

 Quanto alla morte di Tommaso ed alle parole del Vescovo, agli articoli dei giornali ecc. mi viene da fare una considerazione: ogni giorno la tragedia di un bambino che viene ucciso dalla fame si ripete migliaia e migliaia di volte nel mondo, e loro non muoiono di meno (D’Andrè). Mentre il destino di Tommaso è descritto in tutti i particolari, anche i più macabri, degli altri non si sa niente. Non ci sono le prime pagine dei giornali, i loro nomi e cognomi, le loro storie e fotografie. Forse perché l’Orco ( non meno orco di Alessi) è in questo caso la nostra grande civiltà occidentale che ha tra i suoi valori imperituri quello di depredare il resto del mondo di petrolio, diamanti, caffè, banane e tutto ciò che costituisce ricchezza per mantenere e migliorare  il proprio livello di vita ed ha l’abitudine ipocrita di chiudere gli occhi davanti agli effetti che produce o di fare un po’ di carità per mettersi a posto la coscienza. Spero che un giorno tutti quei nomi , quelle storie e quelle fotografie saranno sui giornali ed in TV e che tutti i bambini morti ammazzati avranno la stessa dignità, che tutti gli Orchi saranno smascherati.

 

postato da: diamond alle ore 12:40 | link | commenti (10) | commenti (10)
categorie: amberamletica
13/04/2006

AUGURI DI BUONA PASQUA!!
postato da: diamond alle ore 12:22 | link | commenti (6) | commenti (6)
categorie:
06/04/2006

Composition
(Tancredi - Composizione)

Può succedere che un'amica ti inviti a visitare una mostra insieme. Per l'occasione si tratta de "L'INFORMALE" in quel di Modena e, per quanto sai che tu con i contemporanei ci parli poco e li capisci anche meno, accetti, mentre fra te e te ti dici "mah... andiamo a vedere questi che si definiscono pittori". (altrimenti detto "lo scetticismo di una tonna").
Quello che invece ancora non sai, è che, incredibilmente, ti piacerà.
(Strane donne le tonne)

Door with Couch Grass
(J. Dubuffet - Porta con erba gramigna)

Prima di partire, un pò come chi diligentemente fa i compiti, giusto anche per non fare la figura dell'ignorante in toto dell'arte, ti documenti prima. Intanto apprendi che l'arte informale è un movimento che nasce nel dopoguerra e, quello che non sai (ma ti servirà per capire) è che c'è una sperimentazione della materia, del gesto pittorico, primitivo e istintivo. Così impari i nomi di quelli che vedrai e "butti un occhio" su internet per capire che ti toccherà vedere. Ecco, questo passaggio, forse, era meglio non farlo. Già un pò ti penti d'aver detto si. Però c'è una parte di te, quella curiosa, quella che vuole "sperimentarsi", che ti sollecita.

Image of Time (Barrier)
(E. Vedova - Immagine del tempo [sbarramento])

La mostra è a Modena. Naturalmente il giorno che si decide di andare c'è sciopero dei treni. Non solo: la mia amica ha problemi di disponibilità dell'auto che serve a sua madre. Ora, li vogliamo tenere in conto i "segni del destino"? E' evidente che il destino non vuole che io mi approcci all'arte informale. Ma sempre quella mia parte sperimentale mi fa dire al telefono "non ti preoccupare, prendiamo su la mia. Magari guidi tu che è meglio, se conosci la strada." Non so cosa tramasse per farmi restare all'oscuro di questa mostra, fatto sta che la sua auto si rende improvvisamente disponibile.
Le prime opere esposte mantengono la mia mè "classica" sulle sue. Ma avanzando di qualcuna, ecco che la mia mè "sperimentale" è attirata da questi quadri strani. Mi avvicino per guardarne gli spessori, per capire come puà essere stato realizzato. Guardo i tratti. Osservo i colori densi. E' un mondo nuovo per me e mi soffermo quasi su ognuno per "capire", mentre faccio memoria di quando avevo letto.


(Lucio Fontana - Concetto Spaziale)

E' un approccio dove prevale la voglia di sapere, oltre che di capire, un'arte così lontana dai quadri che solitamente amo (gli impressionisti su tutti).  Mi affascina la duttilità di certa materia o, viceversa la sua durezza, che comunque viene piegata dall'artista che non sa a priori cosa otterrà alla fine - o almeno, non sempre.  Ci sono i quadri di Emilio Vedova, con i suoi tratti neri e bianchi, duri, quasi disperati. I cromatismi di Tancredi. Le tele tagliate o forate di Fontana. Le litografie di Jean Dubuffet con i suoi studi sul silenzio e il suolo, per non parlare dell'impareggiabile Poggio delle Visioni, o la Porta con erba gramigna - che non è più solo pittura, ma collage). Una mostra può dirsi "riuscita" quando chi la visita riesce a portarsi via qualcosa; immagini che resteranno impresse nella sua memoria perchè hanno "smosso" qualcosa - hanno parlato attraverso sequenze emotive.
Così, può succedere che te ne ritorni a casa soddisfatta, sapendo che ti sei arricchita un pò.
D'arte, di conoscenza.

postato da: diamond alle ore 22:30 | link | commenti (2) | commenti (2)
categorie: amberarte
02/04/2006

Come si è potuto commettere un tal delitto?
Ho sperato sempre nel suo ritorno a casa.
Ieri sera son crollate tutte le speranze.
Un bacio al tuo piccolo cuore, Tommaso.

postato da: diamond alle ore 11:26 | link | commenti (4) | commenti (4)
categorie:
foot

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(le foto e i racconti sono di mia proprietà e coperti da copyright)

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