
Bogghers..
se non ci penso io allo spumante non ci pensa nisciuno, eh?
Brinderemo (virtualmente) insieme domani sera.
E dopo,
accoglieremo il Nuovo Anno
con scintillii e scoppiettamenti!
(che un pò di casino almeno a Capodanno bisogna farlo
;-)
BUON ANNO A TUTTI!!!!!!!
(ho un pò anticipato ma domani niente postsss ;)
Nevica.. e io sono qui chiusa nello sgabuzzino e non si vede niente.
Molti colleghi sono in ferie, si respira un'aria post-atomica: sembra il day after. In effetti è il giorno dopo le feste e io penso alla neve che imbianca e sono in attesa di poter finalmente calzare gli sci (vabè, mica in città, ovvio!).
Sono un filo tristarella: la mia collega, la collega per antonomasia, LA collega, che non è solo tale, ma E' divenuta nel tempo anche amica, tant' è che a volte non so se presentarla prima come amica e poi come collega o vicevera, da oggi lavora da un'altra parte. C'è riuscita! E' due anni che entrambe cerchiamo di andare altrove e lei, finalmente, ce l'ha fatta. Contenta per ella, dispiaciuta per me medesima. Perchè, dove la trovo un'altra con la quale esordire in un: smettila di fare l'imbecille! oppure: ma sei profondamente deficiente! O lei che al mattino, o dopo le ferie, mi saluta con un "Ciao, vecchia baldracca!". No, lo so che non capite. Non capite che era tutto detto con cuore, con affetto. E quando mi ha fatto quel periodo che in assoluto non la sopportavo più perchè non taceva un secondo?!? L'avrei soppressa in quei giorni. A volte glielo dicevo, di tacere. Altre, chiudevo gli orecchi e non le rispondevo quando lei chiedeva: Tu che ne pensi? E la guardavo con occhio ebete pensando: "mò che je dico?" E poi, quando c'era qualcosa di diverso, ci trovavamo a parlarne, condividendo in qualche modo le felicità/amarezze/disgrazie/problemi/incazzature ... a volte bastava parlarne che.. anzi, a volte nemmeno si parlava.. bastava uno sguardo e ci si intendeva. Ecco cos'è che differisce l'amicizia da ogni altro sentimento... quell'intesa dove le parole non servono e quel stare vicini nei momenti clou. Il sapere che l'altro ci sarà sempre. Che quando avremo bisogno di una spalla, comunque la troveremo.
E adesso? ...
Sono andata al controllo dalla nutrizionista. Dice: "La vedo più sgonfia..." al che strabuzzo gli occhi incredula e dico a mò di eco "sgonfiaaaa????" (in quel mentre l'avrei anche strozzata, ma siamo sotto Natale e bisogna essere tutti più buoni) "Veramente ho perso 13 chili" "Ah, ecco.. si si.. E come si sente? Come si è trovata con questo regime alimentare? (a Natale non si possono nemmeno dire le bugie.. mi dispiace) "Mi sento molto bene e mi sono trovata..beh, all'inizio davvero sgomenta ma, strada facendo, mi è quasi piaciuto. Sa una cosa? Di tutte le cose che mi ha tolto davvero non me ne è importato nulla, alla fine. Anzi, quando passo davanti al reparto salumi e formaggi del supermercato mi da anche fastidio l'odore. Ecco.. solo che... davvero sa, sento la mancanza della pizza e del cioccolato. Anzi, non è mancanza: è proprio voglia. Voglia allo stato puro!"
L'infima fa finta di nulla e abbozza un sorriso. Procede con il suo test e alla fine dice: "Fantastico. Abbiamo ottenuto dei risultati meravigliosi!" (fra me e me penso che mi concederà, almeno qualche volta, o la pizza o il cioccolato) "Credo che integreremo con qualcosa" (sto già fregandomi le mani) "Integriamo con le alghe che, considerato il suo problema alla tiroide, e la carenza di ferro, le darà notevole beneficio."
Stump!
Caduta dalla sedia.. Alghe?!?! (non avrò solo la mia solita tonnaggine, spesso mascherata, ma sarà evidente anche fisicamente, alla fine di tutta sta manfrina.. se mangio le alghe la mia natura tonnesca sarà visibile.. mi cresceranno le pinne... la coda di pesce... lei non si rende conto..)
"Guardi, l'ultima volta ho acquistato della pasta alla spirulina.."
"Si, ma non stia a prendere la pasta... ha un prezzo che è immorale dal tanto che è alto; meglio prenderla in compresse."
"Poi, visto che abbiamo (abbiamo?!? HO!!!) ottenuto splendidi risultati, continuiamo (oèèè, sono io che continuo!!) così per altri tre mesi. Diciamo che ci si rivede prima di Pasqua."
Esco... Ma com'è che da quello studio esco sempre un pò avvilita?
****
Alghe. La parola mi risuona in testa. Mi ha anche spiegato come si cucinano. Stamattina vado in un centro di macrobiotica a cercare le mie alghe. Raggiungo lo scaffale, cerco i nomi che mi ha detto. Prezzo immorale la pasta?!? No, dico, un pacchettino di alghe 5,45 euri? Ma chi li ha fatti i prezzi? La mia amcia Metallicafisica?
Leggo l'etichetta. Ci si salva perchè si assumono a grammi. mah.. però sono talmente leggere... Un vasetto da 180 gr. di compresse di spirulina 18,60... da piangere abbracciati io e il portafogli...
Tiro un sospiro (non di sollievo, ma di rassegnazione) alla cassa.
Da stasera si cominciano gli esperimenti algheschi...
Beh, di nuovo Buon Natale. Qualcuno mi pensi mentre sarà seduto a luculliane tavole in questi giorni di festa.
Baci.

Ricetta della torta di Natale al cioccolato
Nel periodo Natalizio è mio uso fare questa torta.
Vi offro la ricetta, nella considerazione che non so come potervene offrire una fetta ..
gr. 200 zucchero
4 uova (separare i tuorli dagli albumi)
200 gr. Burro
200 gr. Cioccolato fondente
2 cucchiai colmi di farina OO
Aromi a piacere
Per la glassa: 200 gr. Zucchero a velo + aromi a piacere (rum – limone – arancio) oppure copertura di cioccolato come per la Sacher
Fare sciogliere a bagnomaria il burro con il cioccolato
Intanto montare lo zucchero con i tuorli. Aggiungere, quando s’è raffreddato, il cioccolato con il burro e mescolare bene.
A piacere profumare con: semi di cardamomo - cannella - chiodi di garofano – rum – arancio
Unire gli albumi montati a neve ben soda.
Porre in forno a 180° per 40 minuti circa.
Sfornarla e quando è ancora calda far scendere la glassa e ricoprire tutta la torta.
Se invece si usa la copertura di cioccolato, prima bisogna farla raffreddare.
E’ possibile anche unire all’impasto delle mandorle tritate finissime.
Buon appetito! 
p.s.: l'immagine non c'entra nulla ... è solo a scopo decorativo 

Anche quest'anno ho fatto il presepe.
Ricordo quando Francy era piccino e lo facevamo insieme. Erano presepi enormi perchè ci voleva anche mettere il trenino con le gallerie.. era strano: un presepe con il treno... ma lui così ci si divertiva, spostava le statuine e vedeva il treno scomparire sotto le montagne... Un'altra volta l'avevamo fatto un pò arabo, con la sabbia (una collocazione meno insolita..). Poi Francy è cresciuto e anno dopo anno se ne è sempre più disinteressato. Gli piace che ci sia, ma ha altro da fare e non "perde" tempo a farlo. E P. lascia volentieri che sia io a farlo, perchè, dice, c'ho la mano artistica...
A me piace cambiare e quest'anno ho voluto un presepe minimalista. Essenziale. Piccolo. Ho cominciato a costruirlo nella mia mente (lì avvengono tutte le costruzioni) quando ho visto che con un noto giornale c'erano allegate (una ad ogni uscita) delle statuine in vetro soffiato colorate.
Volevo che risaltassero. C'erano quei colori lì e se avessi messo troppi altri colori si sarebbero "perse".
Così ho preso dei grandi fogli di carta velina bianca.. gli ho accartocciati e ho fatto le montagne... un foglio come base... Le lucine, piccole e bianche, sono state nascoste sotto e dentro ai monti...
Le statuette creano meravigliosi riflessi colorati quando le lucine si accendono e si spengono. E' un presepe piccolo, essenziale e delicato...
L'incanto mi è riuscito anche quest'anno, ma penso che questa magia non sia opera delle mie mani...
BUON NATALE A TUTTI!
by Amberella
Domenica 17 Dicembre 2005
In questa Chiesa 50 anni fa si sono sposati i miei e oggi, esattamente 50 anni dopo, sono nella medesima Chiesa per il rinnovo simbolico di una promessa.
Stamane, mentre mi preparavo, pensavo all'ipocrisia di tutto questo. Mi chiedevo che senso avesse festeggiare questo traguardo, pensando a tutte le discussioni, ai musi lunghi, alla lingua velenosa di mio padre, che non si pone mai il problema se, parlando, offende chi gli sta intorno.
Poi, però, una volta in Chiesa, non so.. mi sono dovuta ricredere. Continuavo a pensare, mentre il Sacerdote faceva scorrere le sue parole.
Lui (mon père) era calmo ed affabile, al limite della commozione.
A Lei (mà mère), tremava il mento, preludio delle lacrime al momento trattenute.
E allora mi son detta che non sempre tutto è come appare. Che tra il bianco e il nero c'è sempre una infinita gamma di grigi. Che tra due coniugi in realtà non sai mai quali meccanosi equilibri si creano e resistono.
La cerimonia è stata intimissima con Tommy nella duplice veste di chierichetto e fotografo. Eravamo tutti commossi alla fine...
... ma ho una speranza.. che ora che sono adulti, che si sono sposati consenzienti per la seconda volta, che si sono rinfrescati la memoria, vivano il loro secondi 50 anni un pò meglio di come hanno vissuto i primi.. I problemi legati ai figli piccoli ormai non li hanno più...
Il libro stava appoggiato sul bancone del salone de coiffure, due copie per la precisione, e sarà stata la copertina forse ad attirare la mia attenzione.. o no, più probabilmente il fatto che si trovasse in un luogo insolito. L'occhio scivola sul titolo "GUARDAMI sto ballando per te". Forse prima è stato quel "GUARDAMI", così imperativo... e poi quel "sto ballando per te". Per me? "Si, per te"... Come fai a restare indifferente? Un libro, inevitabilmente, chiama. Tu che ascoltatore sei? Io che ascoltatore sono? A volte distratta, ma quel giorno, quel libro.. impossibile restare distratti.
La mia acconciatrice (se sapesse che la chiamo così come mi concerebbe?!?) mi spiega che il 15 ci sarà la presentazione nella mia città, alla tal ora, nella tal libreria.
"Vieni?"
"Mi piacerebbe, ma non so come sarò messa a tempo libero"
"Se vieni ti presento Erika. E' una persona fantastica!"
Arriva il 15 e non so davvero. Un pò sono stanca, un pò c'è Francy che è raffreddato, un pò è che la presentazione c'è alle 18,30 e mi viene tardi per la cena...
"Francy, mi piacerebbe andare alla presentazione di un libro. Vieni?"
"No, devo studiare.. Ma se tu vuoi, vai pure. Non ho problemi, riesco a fare da solo."
"Ma ceneremo tardi.."
"Non importa, vai pure"
Ore 17,50: infilo pantaloni neri, un maglione nero morbidoso con il collo alto e gli stivali. Giacca imbottita con collo di pelo, guanti. Una nuvola di profumo. Inforco la bici: è impossibile andare in macchina fra traffico e problema di posteggio.
Ma vuoi che non venga anche la mia proverbiale tonnaggine? Ho confuso il nome della via con un altro simile!!! Per fortuna che è lì vicino, praticamente una traversa.
Posteggio la bici, entro. La libreria ha un arredo piacevole, c'è già gente. Intravedo Erika. Non la conosco, ma ho visto la sua foto sul sito. Si sente la sua risata. Si vede anche che è un pò tesa. C'è anche un noto critico. Dopo poco inizia la presentazione. Erika è ancor più tesa mentre l'Editore legge un passo tratto dal suo libro. E la tensione non scema nemmeno quando inizia a parlare il critico.
"Questo è un romanzo contemporaneo, che parla di giovani"
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"Un romanzo può essere definito un buon romanzo quando pone delle domande, quando fa nascere delle domande nel lettore"
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"E' un modo insolito di narrare, più simile ad uno stile giornalistico, ma che con questo tipo di storia è il linguaggio necessario."
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"Un libro che, quando arrivi alla fine, sei dispiaciuto che sia terminato"
(Più o meno questo il senso di quello che è stato detto)
Dopo qualche domanda fatta dal pubblico all'autrice, l'applauso finale, sorrisi e fotografie, attendo il mio turno per farmi autografare i libri che ho acquistato: uno per me e uno per Yoga. Nel mentre vedo la mia acconciatrice (e daje!). Mi sbraccio per farmi notare (forse m'avranno notato in diversi...) Mi viene incontro: "ah, ma allora ci sei!!!" "Sono venuta in bicicletta, nonostante il freddo.." "Sei stata carinissima. Vieni che ti presento"
Una bella stretta di mano. Erika ha una bella stretta di mano.. franca..
Sorridendo le porgo i libri. La calligrafia è piena.. come la sua vitalità..
La ringrazio "Complimenti. E' stato un piacere averti conosicuta"
Banale. La conoscerò leggendo il suo libro.
Poi schizzo via come un fulmine che è tardissimo. Mi sento una Cenerentola moderna che non perde la scarpa solo perchè ha indossato gli stivali, come il famoso gatto. Telefono a Francy: "sto arrivandooooooooooo"
Il libro l'ho iniziato oggi e promette bene.
(E' un post un pò lungo, ma avete tempo tutto il fine settimana
)
Sito ufficiale: http://www.erikarigamonti.it

... Storie di ordinaria follia (2nd part)
Purtroppo ho sparsi per il corpo dei nevi [che non sono i mariti della neve
]... una miriade... e dopo aver sentito/letto che possono creare problemi gravi in quanto tumori della pelle mi sono finalmente decisa di chiedere al mio medico la possibilità di fare una "mappatura" che, per l'appunto, mi fa una richiesta per mappatura nevi. Solita fila in farmacia. Ieri mi reco presso il reparto di dermatologia dell'ospedale. Entro dopo aver vagato non poco per trovare l'ingresso: un antro, praticamente. Un sottoscala.
Fermo un medico per chiedere se effettivamente è proprio in quell'antro che devo fermarmi. Alla risposta affermativa, tolgo piumino, sciarpa e guanti e mi siedo in attesa. Nel frattempo c'è un viavai di medici che peraltro son si fermano negli ambulatori. Continua ad arrivare gente. Ma ho la fortuna d'esser la numero uno delle 11.45 e quindi, essendo arrivata con un discreto anticipo, avendo già pagato il tiket (ieri la macchinetta funzionava!), ho fiducia che non tarderanno molto a chiamarmi. Il tempo passa e alle 12,10 sento il mio nome. Il dottore prende la mia impegnativa e la legge: "Signora, oggi non le farò la mappatura. E' prima necessario fare la visita e non è detto che sia necessaria anche la mappatura che ad ogni modo le verrà eseguita in altra data."
Mi spoglio.. non c'è un caspita di paravento e se è pur vero che mi trovo di fronte ad un professionista mi sento comunque in imbarazzo.
"Mi dica..." (cioè.. ma c'è bisogno di dire?!?!? orbo?!?!?)
"E' che ho parecchi nevi e parlando con il mio medico abbiamo ritenuto un controllo proprio in considerazione della quantità"
"Si.. effettivamente sono molti"
Me li passa in rassegna con una lente. Alla fine mi dice che non sono lesionati e che dovrò tornare per la mappatura.
(ora, io dico, sono già lì tutta nuda e hai stabilito che ne ho bisogno: perchè devo tornare? PERCHE'?????)
Mi rivesto, con lo stesso imbarazzo di prima.
"Si accomodi qui a fianco e prenda l'appuntamento, dica pure che non c'è fretta.. può tornare quando è più comoda".
"Grazie", prendo le scartoffie che mi allunga e lo saluto.
A fianco c'è una porta chiusa.. è un altro ambulatorio e le persone sono in attesa per la visita. E ora? Come contatto chi c'è dentro?
Dopo un pò per fortuna esce un'addetta, che blocco con la rapidità di un falchetto, e le dico che devo prendere un altro appuntamento e che però non c'è urgenza, anzi consideri pure fra qualche mese.
Esce dopo un pò porgendomi la prenotazione e nel mentre dice: "L'ho prenotata per lunedì prossimo!"
"Ah, ma non c'era così fretta.." rispondo e ringraziando me ne vado.
Mi ripiumino, risciarpo e riguanto.
Esco.. ahhh.. un pò d'aria fresca...
Morale: quando hai una urgenza del diavolo, vigliacco se trovi posto.. minimo devi attendere due-tre mesi. Quando non te ne importa una cippa sono velocissimi..
Storie di ordinaria follia
Mi stavo chiedendo se c'è un disegno (a me peraltro incomprensibile) dietro a questa macroscopica disorganizzazione.
Il disagio che gli utenti devono subire quando viaggiano in treno è cosa nota.
Forse meno noto è un altro disagio causato dalla disorganizzazione all'interno della sanità. Già rodo quando devo fare un prelievo presso i poliambulatori dell'ospedale cittadino.
Iter: il medico ti fa la richiesta. Ti rechi in farmacia, servizio di per sè molto comodo, se non che, scopri che non tutte le farmacie offrono questo servizio; poi scopri che quelle abilitate hanno orari tutt'altro che flessibili (e scopri anche che c'è una coda esagerata che devi fare).
Quindi il giorno stabilito ti rechi presso la struttura e, appena entrata, ti senti male: hai davanti a te una marea umana... ci sono diversi sportelli... c'è una macchinetta che ti fornisce un numero a seconda dello sportello di cui abbisogni. Inizia l'odissea. Il tuo appuntamento col prelievo è fra cinque minuti. Provi a leggere i cartelli apposti a fianco a ciascun sportello: già per il fatto d'aver saltato la fila (peraltro non chiara, lo spazio è angusto, le persone tante e le file si mescolano) ti guardano tutti malissimo. Torni alla macchinetta sparanumeri e schiacci un tasto quasi a caso perchè i tasti non corrispondono alla descrizione esposta presso lo sportello. Ti affidi al caso. Intanto devi pagare il tiket (lo hai letto in uno dei cartelli esposti). La macchinetta automatica è fuori servizio. Davanti allo sportello bancario all'interno della struttura medesima ci sono dodici persone. L'impiegato è al telefono. I tuoi cinque minuti si sono pressochè consumati. Sai benissimo che non ce la puoi fare in termini di tempo. E dentro di te imprechi perchè (cavolo!) avevi già preso l'appuntamento e non comprendi perchè devi fare tutta questa fila. Rassegnata occupi l'ultimo posto. Dopo un considerevole tempo riesci a pagare il tiket. Quindi ti metti in coda per l'accettazione. Tempo qualche minuto e scopri che l'addetta chiama allo sportello l'orario degli appuntamenti. Stanno chiamando le 9,30 e tu lo avevi alle 9,00... solo che eri in fila a pagare ... e adesso? Cerchi, elargendo sorrisi di circostanza e scuse a tutti quelli che sono davanti a te e che hanno l'appuntamento alle 9,30 spiegando che tu l'avevi alle 9,00. Molti bofonchiano, qualcuno è più comprensivo. Alla fine riesci a presentarti - alla terza chiamata - davanti all'impiegata, facendo presente che l'avevi alle 9,00.
Ti guarda male, ti tratta male, perchè tu, in fin dei conti, sei arrivata in ritardo. Non è il caso di polemizzare anche se ce ne sarebbe motivo. Ti dice di presentarti nel tal corridoio, al tal ambulatorio. Pensi che l'odissea sia finita? nemmeno per idea! Imbocchi il corridoio e ti trovi davanti un'altra mostruosità di persone.
Individui l'ambulatorio e lì fai un'altra scoperta: devi stare in fila e attendere che chiamino il tuo numero. Ma non sei così fortunata... perchè in certi ambulatori è l'infermiera che chiama il progressivo e in quello dove sei capitata tu sono le persone che si regolano, chiedendosi vicendevolmente "scusi, lei che numero ha?"
Guardi l'orologio. Sono le 10 e ne hai venti davanti e ti chiedi: ma non avevo un appuntamento alle 9 ?
(to be continued)
Caro Babbo Natale,
sono secoli (vabbè, un pò meno.. non è che sono così ..uhm.. secolare) che non ti scrivo. Ma quest'anno permettimi di disturbarti un pò. Non voglio dolci per Natale: m'han messo a dieta (a proposito sai che sono a quasi -13?) Nè giocattoli . A dirla proprio tutta mi piacciono moltissimo le matite colorate, i colori a olio, financo le tempere e pure gli acquerelli (sai? invece di fare un quadro piccolo ho deciso di lavorare "in grande": mi son messa a dipingere casa sù negli/in/fra gli Appennini. Mi sono andata ad informare presso un rivenditore di colori e mi son fatta dire come fanno le velature, il marmorino, lo stucco veneziano... poi ho anche guardato in internet... Ma vedi mai che io amo le cose semplicine? eh no.. c'est trop facil ;-) Mi sono andata a cercare le terre naturali, quelle che nei vari brico ti vendono un bocetto piccolo così e lo paghi - nel senso che l'ho pagato - cinque euri. Per poi scoprire che in un colorificio, comprandone un chilo, lo si paga sette euri. La difficoltà delle terre sta nel fatto che poi le devi aggiungere al bianco di idropittura base - in puro grassello di calce che costa una cifra perchè è TUTTO naturale, e non sai che colore ti salta fuori. Ho preso un rosso d'ossido di ferro che visto così era un pò scuro, ma dovendo fare un ruggine, a occhio poteva andare bene. Solo che quando l'ho mescolato al bianco è uscito un rosa antico molto carico. Bello! Peccato non mi serviva... Però, dopo diversi mumble mumble (quante volte ho mescolato i colori per i miei pasticci quadreschi?) mi sono ricordata che se aggiungevo del giallo avrei ottenuto il color ruggine che mi occorreva. Così ho trovato la terra di siena gialla. Et voilà! il ruggine a disposition...
Però era molto scuro.. e poi non mi andava l'idea di un colore che non fosse un pò mosso. Così credo d'aver inventato il "nuvolato". Funziona così: una mano di bianco. Seconda mano di bianco quando la prima è asciutta. Quando la seconda è ancora bagnata si spennella di colore un pò così, a caso, a tiro incrociato carpiato tra destra e sinistra obliquamente. Subito dopo, senza attendere asciugature, col bianco e lo stesso pennello un pò sporco della precedente pittura, si incrocia di nuovo andando un pò a casaccio. Lasciare asciugare, guardare, ammirare. Il nuvolato.
Poi ho dato un bacio alla punta delle mie dita e l'ho portate alla fronte. Grand'Amber!
Ah, scusa Babbo Noel ... ho un pò deviato dal discorso primario.
Ecco, io più che dei doni vorrei un miracolo. Come? Dici che ho sbagliato persona? Che sei solo un Vescovo, benchè Santo e devo andare dal Capo? Ma sai com'è .. se ci parlo io magari non m'ascolta, tu invece sei del giro, forse ti da più retta. In fin dei conti si tratta solo di portarGli una missiva.
Ecco, io per Natale, mi piacerebbe ricevere come dono che non ci fossero più delle guerre, e nemmeno delle ingiustizie, e nemmeno tanta cattiveria, e neppure tanta povertà e che non ci fosse più chi muore di fame, e che tutti rispettassero i bambini in primo luogo e tutte le creature in secondo luogo. E che le Multinazionali fossero un pò meno multi. Che le famiglie fossero davvero famiglie. E che si fosse tutti un pò meno egoisti. E che ci fosse più Amore, più umanità...
Come? Dici che non si può? Ma come? Proprio a me che non ti ho mai chiesto niente in tutti questi innumerevoli anni? 
Ahh, perchè a causa del libero arbitrio gli uomini sono loro che scelgono tutte queste brutte cose e Lui non ci può fare niente?
Beh, ma un pò più di sale in zucca ce lo potrebbe ben mettere noooo??? 
Vabè... se non puoi far niente per me, allora porta pure tanti doni a tutti i bimbi...
Quando vedo oggetti e addobbi natalizi all'inizio di novembre mi viene la nausea. Ma ora, che siamo a dicembre, la cosa è naturale e se non fosse che ormai è un mese che li vedo, sarei pure contenta. Insomma, a dicembre, ci sta pure bene quest'aria shoppinghiana. Eh, certo.. c'è da pensare ai regali, a cosa si metterà sulla tavola di buono, magari a qualche viaggetto o comunque a un pò di sane vacanze. Ehhh, si si...
Ma se il Natale fosse solo questo, sarebbe poca cosa.
C'è, lo so, chi preferirebbe saltare con un balzo le feste e ritrovarsi già in gennaio passata l'Epifania; quella che, tutte le feste se le porta via. Magari perchè le festività gli mettono il magone pensando a qualcuno che non c'è, o perchè l'economia familiare e/o personale non tira e allora si sente un pò fuori, o ancora perchè ha dei problemi di salute, eh bè, ci sono tanti di quei motivi ...
Ecco, allora io vorrei avere un pensiero, ogni volta che vedo una luminaria natalizia, per coloro che non festeggiano, che sono tristi, che vorrebbero saltare a piè pari queste festività.
In particolare ne vorrei avere uno per loro, proprio la vigilia di Natale, perchè la luce non sono le luminarie. La luce, quella vera, è quella che parte dal cuore