La tonnaggine (...esima puntata)
Domenica, Mercatino d'Europa con stands gastronomici (della serie: ho scelto il posto giusto al momento giusto..), spezie, prodotti d'artigianato, zoccoli olandesi, gnomi e folletti. In un banchetto sono esposti in bella mostra penne, pennini e calamai (di quelli che ci sono anche a Venezia, per intenderci). Ho la passione per le penne (anche di quaglia!) e dopo averla provata sul luogo - giacchè dev'essere scorrevole, fine ma non troppo, leggera, non troppo voluminosa nè troppo piccola - ebbene sì, sono noiosissima - e dopo aver chiesto lumi sul conquibus da corrispondere, decido per una simile ma con il cappuccio metallico (in onore alla mia amica Meta). Tolgo il cappuccio. La provo. Non sono convinta e dico: no, questa è decisamente troppo corta. Preferivo quella che ho provato prima. La signora, gentilissima, dice che forse è corta perchè non ho posizionato il cappuccio sulla penna.
Vam...pata di rossore sulle gote per la mia tonnaggine manifesta. Lancio uno sguardo a Yoga che era con me insime a Tomino. Lei soffoca un ghigno. Dopo mi dirà: Io non ti conosco...
Sempre della serie se non son tonne non le vogliamo, giorni fa ho fatto le pulizie di casa (si, ogni tanto provvedo anche a questo). E ho sistemato borse, borsini, e casini che son sempre in giro. Dentro ad una di questa borse stava l'ammennicolo per ricare la batteria del cellulare.
Non trovo più la borsa... e il cellulo si è scaricato... 
Guardo l'orizzonte... e, intanto, cammino...
Figliola, smettila di guardarlo 'sto orizzonte. Che tanto non cambia mai. E poi, che ci vedrai mai? E' sempre uguale. Magari certe volte sembra che cambi. Invece no. Lì, sempre uguale. Si ripete. E tu? Tu cambi? Si, un pochino alla volta cambio. Altrimenti ora non starei così. La settimana scorsa poi, avevo un giramento di pelotas che in vita mia non credo d'averlo mai avuto così potente.
Il fatto è che lo guardo l'orizzonte e quel che vedo non mi piace. Non mi piace per nulla. Allora basta. Basta d'illudersi di vedere il cielo di un colore diverso, magari qualche nuvoletta o chissà che altro. Basta. Magari chiudo anche il blog. Ha senso? Mah... O forse cambio solo il nome. Qualcosa tipo: guardavo l'orizzonte e visto che quello che continuavo a vedere non mi garbava più adesso l'ho spento. Mi guardo la punta delle scarpe. Che non so dove mi portano. Ma almeno le scarpe stanno attaccate al terreno e così ci resto anche io con la testa in terra.
Dallo sgabuzzino non scapperò mai. Sarà la mia Alcatraz dalla quale è impossibile fuggire. A meno di morire. E poi niente sogni pindarici di alcun tipo. Smetto di sognare. Chiudo lo schermo anche lì. Ci dev'essere l'interruttore da qualche parte! E per dipingere userò solo due colori. Il rosso e il nero. Perchè inspirare ed espirare non è servito a nulla. E perchè si vuole la guerra. E allora scendo dal mio drago di nuvole e combatto. Farò una strage. E inevitabilemente morirò anche io. Già sono stata ferita. La settimana prossima muoio.
Dopodichè non resterà che rinascere.
Gli scorpioni, è scritto, fanno così.
Amberella sta passando alcuni giorni un pò così. Forse a causa della quadratura di Marte e Giove con Saturno di mezzo e Plutone barbone. Vattelapesca. Ma forse non è per la quadratura. E' per un motivo per niente bizzarro e per nulla simpatico. La domanda sarebbe:
perchè ho a che fare con certe persone di cui farei volentieri a meno? E invece me li devo sorbire così come sono? E' che non vedo via d'uscita dallo sgabuzzino e questo sentirmi prigioniera mi fa stare male. E' un pensiero fisso. E non vedo via d'uscita.
Vado a fare qualche esercizio di respirazione. Forse funziona ad allentare la tensione.
Mi telefona ieri. Hai tempo? dice. Sbircio l'orologio. Un pò, ma oggi esco prima.
Sento la gravità nel tono della voce. Cos'è successo? chiedo.
"Lui ha detto che non mi vuole vedere per un pò"
Ma come?
"Eh, non so.. andava tutto bene..abbiamo passato alcuni giorni insieme e siamo stati bene. Poi lunedì gli mando un messaggio per sapere come andava e lui mi dice che si sente oppresso. Allora gliene mando un altro chiedendogli scusa se ho sbagliato in qualcosa. E lui risponde di no che non è colpa mia. E poi me ne manda un'altro e dice che preferisce che non ci vediamo per un pò"
E io non mi controllo. Io che a lei voglio un mondo bene e se potessi la difenderei da chi inconsapevole o meno le fa del male, perchè poi lei male c'è stata. E così mi arrabbio con lei perchè si è sentita in dovere di scusarsi. Ma permettimi, uno si scusa se sa d'aver agito in un modo non proprio corretto. Hai agito in modo poco corretto?
No, dice. Dice anche che lui ha paura, paura di legarsi perchè ha avuto un'esperienza negativa con un precedente rapporto. E lei pensa che l'aver realizzato che insieme si stava bene, l'ha spaventato.
Ma, cribbio, non è mica un ragazzino! E poi... poi, quello che veramente mi ha fatto arrabbiare di brutto è che.. ma porcamiseria! Ma piglia quel telefono e almeno diglielo a voce che non la vuoi vedere per un pò. Un SMS?????
Ma fanculizzati! Ma scusa, un anno che uscite e nemmeno il doveroso rispetto di una telefonata?
"Era meglio che non ti chiamavo"...mi dice..
Ma no... è solo che.. ma accidenti! Ma te li cerchi con il lanternino? E lasciala a casa la lanterna che falsa le ombre! E adesso, cosa pensi di fare? Questo dice per un pò. Per un pò quanto? E pensa di far passare il tempo così senza uno straccio di spiegazione?
"Adesso lascio passare qualche giorno, poi lo aspetto sotto casa e gli chiedo."
Cavalieri codardi con l'armatura a pezzi.. nemmeno il coraggio di parlare.. e poi le donne che si scusano sempre perchè sempre pensano d'aver sbagliato qualcosa.
Si.. ho sbagliato a sceglierti.
'Fanculo!
E così succede che ci si rivede dopo più di vent'anni ... ed è brutto dirlo quando ci sono legami di "sangue"... ma tant'è...
E fiumi di parole per colmare tutto questo tempo trascorso, la felicità d'essersi ritrovati e d'aver ritrovato noi d'allora e lo stupore di scoprirci gli stessi, così da sempre, nonostante i propri vissuti e la promessa di organizzare almeno un ritrovo all'anno.
E la meravigliosa sensazione che è rimasta, ancora oggi.. perchè il tempo allontana e divide, ma quando c'è l'affetto niente, nemmeno il tempo, lo può scalfire...
E così succede che io oggi mi sento più ricca di ieri...