guardando l'orizzonte

lo sguardo scruta l'orizzonte... e intanto, cammino...
29/08/2005

La dieta procede.
Bene: ho perso cinque chili in tutto.
Male: domenica c'era il capriolo con la polenta e io, davanti al mio pugnetto di cereali... m'è venuta tristezza... E' stato solo un'attimo, poi non ci ho pensato più mangiando una mega-insalatona. Poi ci ho pensato ancora (io avevo già terminato il mio pasto e gli altri stavano ancora servendosi). Ho bevuto un bicchier d'acqua e mi sono fatta un orzo...
Comunque c'è da dire che mi sento meglio... sparito l'affanno e il senso di stanchezza cronica. Anzi: mi sento con più energie. Questo significa che funziona, al di là della perdita del peso. Indubbiamente ci sono momenti di sconforto, perchè, francamente, diGiamolo: questi piatti, condiscili pure con gli aromi e le spezie, ma san di niente!!!

Devo mettere a puntino le priorità per quest'autunno... indubbiamente la dieta m'ha fatto venire voglia di fare... quindi:

1) andare in palestra (è tassativo, anche perchè, dimagrendo, rischio che mi vengano le "frange"... perciò bisogna riempire  i muscoletti);

2) prestare un servizio di volontariato. E' dall'anno scorso che  ci penso. C'è una comunità che accoglie i bimbi in difficoltà e che ha bisogno di persone che regàlino un pò del proprio tempo  a questi bimbi, cercando di far passare loro qualche ora serenamente.

3).. il corso di decorazione su ceramica... m'attizza...

E poi ci sono le cose solite. Quelle che non ammettono deroga: gli impegni di mamma (chi scarrozza il pargolo? di solito chi è libero da impegni fra  io e P. - ma quest'anno spero che il mio studente si muova abbastanza autonomamente) e di casalinga a tempo perso (si, perchè a tempo pieno è da parecchio che non riesco più - embè? mica si vive di lavori di casa. O no?... però il lavaggio e stiraggio susseguente sono d'obbligo!)

Bene. Stilato. (che non significa "stirato" in cinese.. ) Ora non resta che andare a sentire per gli orari (per la ceramica ho già sentito) e poi decidere.

C'è solo da sperare che non capitino imprevisti...

postato da: diamond alle ore 16:13 | link | commenti (12) | commenti (12)
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25/08/2005

C'era una canzone che faceva: L'estate sta finendoooo....
A guardare queste giornate già toccate dal sole settembrino, l'estate pare davvero lontana. Forse perchè agosto ha fatto spesso brutto tempo. C'è qualcuno che si ricorda cosa sentenziavano i media all'inizio dell'estate? "Questa estate sarà torrida". Forse 10-15 giorni saranno stati torridi, ma per il resto... Poi, l'han menata con sto effetto serra e il riscaldamento del globo e adesso salta fuori che no, al contario la terra si raffredderà... Mah... mi sa che son confusi. Il che è in linea con quel che accade: in fatto di confusione andiamo mica maluccio.
E io invece sono qui che spero che settembre sia uno di quei bei settembri con quell'ultimo sole bello, caldo - ma non troppo - e, visto che sarò di nuovo in vacanza, spero di poter raccogliere i frutti della terra (che, ahimè, non potrò slapparmi). Un pò di riposo prima dell'inizio della scuola che poi si comincerà a trottare di brutto e a fare i salti mortali per incastrare tutti gli impegni...

postato da: diamond alle ore 15:08 | link | commenti (7) | commenti (7)
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11/08/2005

Piove. Ne sentivo l'odore stamattina e adesso piove. Bella pioggia.
Sono al quarto dì e a meno 2,100. Mi sembra d'essere un materassino che si è bucato e piano piano si sgonfia. P è entusiasta e non fa che lodarmi per la mia rigorosità. Reggerò? Ai posteri l'ardua sentenza! No, più che ai posteri, vediamo come si combina questa cosa. Visto che ieri gli spaghi di Kamut mi sono gustati tantissimo, oggi replay. A colazione miglio. Ma non si dava ai passeri? Il dilemma è stato: lo condisco con l'olio o provo a metterci un pò di fruttosio e facciamo finta sia un dolcino? optato per il fruttosio... del dolcino m'è rimasta un pò di voglia... ma tirem'inans come si dice da queste parti.
Io credo che questo blog osserverà una chiusura di ferragosto. Perciò,

BUON FERRAGOSTO A TUTTI

postato da: diamond alle ore 07:26 | link | commenti (15) | commenti (15)
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10/08/2005

La tentazione stamattina è stata forte e... non ho saputo resistere. Sono salita sulla bilancia, così, giusto per dare una sbirciatina. Anche perchè ieri sera sono andata da un'amica che non vedevo da tempo. Due ore di chiacchiere ininterrotte e visto che ci era venuta sete ha preparato del thè verde. Sono tornata relativamente presto, ma poi a casa mi sono persa fra un pò di zapping e un pò di lettura e... è venuta l'una. E mi è venuto fame. Il pesce spada con i radicchi - per quanto abbondanti - aveva finito il suo effetto "tenuta". Così ho bevuto. Sai come si dice: bevi che ti passa... Beh, è andata... mi sono addormentata e stamattina quando mi sono alzata avrei divorato di ogni. Invece con metodo mi sono presa tutte le cosine che dovevo, mi sono mangiata l'avena, bevuta l'orzo. Non so, non mi sento meno gonfia... comunque ho perso Kg. 1,700.
Oggi spaghetti Kamut all'aglio,olio e peperoncino... preparati stamattina e da consumarsi più tardi... freddi... in ufficio...  con le carote...
Ed è solo il terzo dì...

postato da: diamond alle ore 09:59 | link | commenti (9) | commenti (9)
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09/08/2005

Sono solo al secondo giorno e - a parte la schifezza dei cereali senza sale, che acquisiscono un gusto liscio liscio - pare non vada male. Non ho avuto fame ma, d'altra parte, non mi sono mai abbuffata.
P. è carinissimo: mi sostiene, mi sprona e si è (quasi) adeguato (volontariamente) al mio nuovo regime.
L'unica cosa che mi manca veramente è il caffè.

postato da: diamond alle ore 08:23 | link | commenti (7) | commenti (7)
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08/08/2005

   VOGLIO UN CAFFEEEEEEEEEEEE'

Mica per altro... è che mi sto assopendo e il caffè d'orzo non aiuta.
Visto che il caffè nisba, non è che qualcuno mi sveglia? Tra l'atro è agosto... e prima sono uscita per la pausa pranzo e in giro non c'era nessuno e quei pochi negozi che sono qui attorno erano quasi tutti chiusi..nà tristesse

postato da: diamond alle ore 15:39 | link | commenti (3) | commenti (3)
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08/08/2005

Ieri s'è svolta l'Ultima Cena (ops.. di quelle ce n'è stata solo una, pardon) volevo dire l'Ultimo Pranzo ..

Yoga e il suo cucciolo, ovvero il mio nipo preferito, son saliti su per le strade che portano alle alte vette.
Pizze, focacce, torta, paste, vino, caffè. Tiè.
E poi mi sono divertita con il cucciolo che ha usato i miei colori per dipingere un bel quadretto con tanto di pokemon. Alla fine aveva la maglietta (bianca, che gli avevo fornito per non sporcarsi i suoi abiti) tutta tinta di verde. A Yoga  ho "pitturato" un tatuaggio alla caviglia.

Ecco.. oggi...oggi.. meglio non pensarci và...

postato da: diamond alle ore 09:37 | link | commenti (7) | commenti (7)
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05/08/2005

L'ho detto in passato: non credo al "caso". E' come se certe sequenze, certi fatti, certi incontri si organizzassero per conto loro su di me.

Giusto due post fa parlavo di cucina, dagli miei albori ai giorni attuali. Avevo concluso parlando di "cucina minimalista". Da lunedì diventerà una cucina minimalista quasi-macrobiotica. Sicuramente da fame certa. Sono reduce da una visita che, non tanto per il peso, ma per capire cosa ha causato questo "lievitare" nonostante un'alimentazione parca. Parca - mi è stato detto - non significa sana per me. Quindi, via tutti gli alimenti da forno (pizza - sigh! - focaccia, pane, torte). Via tutte le farine di frumento e quindi anche la pasta. Via tutta la carne (echissene? a me manco piaceva!). Via il riso (il riso? ). Via le patate, i peperoni, i pomodori (ok..niente peperonata.. e pensare che mi viene così bene!). Via il latte. Via il formaggio.Via lo zucchero di ogni tipo, il caffè, il cacao, il miele, il cavolo verza, via le bevande alcoliche (!).

A mano a mano che mi diceva gli alimenti vietati mi appoggiavo su un'altra possibilità, tolta subito dopo.

Alla fine l'ho guardata, un pò sgomenta. Ho uno sguardo espressivo. Lei dice: "Si chiederà cosa le è concesso mangiare". Sorrido mesta: "sicuramente l'insalata!". Sorride anche lei: "Molto di più" (mi chiedo dove lo vendono il molto di più...)
Le è concesso: A Pranzo e Colazione: Kamut, farro, orzo, miglio, avena, segale e grano saraceno.
(perchè non mi viene da esultare?) A Cena: Pesce, legumi, soja, uova e yogurt bianco. Sia a pranzo che a cena deve accompagnare con verdure fresche o cotte. Può bere tè, tisane e caffè d'orzo. Condire con olio extra-vergine di oliva, aromi e spezie e dolcificare con il fruttosio. Tutto questo per quattro mesi poi ci rivediamo.
Abbozzo un sorriso. Le avevo appena detto che mi adeguo facilmente. Mi adeguerò anche a questo.
Esco dallo studio medico e c'è P che mi attende. Come va?, mi chiede. Lo guardo triste...

...e mi immagino che divento un asceta, come certi arancioni che si vedevano circolare un pò di tempo fa, ossuti e con lo sguardo vacuo...
Posterò di nuovo... finchè sopravvivo...

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categorie: amber
04/08/2005

4/8/2005
BENVENUTA VALENTINA!

Questa mattina, all'alba, è nata Valentina.
E' la bimba di una collega.
Anche se non legge il blog, l'appunto qui perchè è un bell'evento.
Un'altra femmina in questo mondo.
Come non darle l'augurio di una vita felice?

postato da: diamond alle ore 10:02 | link | commenti (12) | commenti (12)
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03/08/2005

Colgo la catena di “Sant’Apazienza” da Nybras (nybras.splinder.com) perché il tema me gusta:
PRIMI RICORDI IN CUCINA

Il primo ricordo in cucina risale… risale… bisogna risalire molto …  a quando ero una bimbetta che, con le sue amichette, preparava improbabili pappe per le bambole e il cane delle vicine di casa di mia zia.
Una “pastasciutta d’erbe”, un “pasticcio di ghiaia e pangrattato”, un “budino di sabbia”… roba da gran gourmet, insomma. Eh si, si notava una certa propensione per la grand cuisine, un po’ nouvelle..
LA PRIMA VOLTA CHE GUARDAI QUALCUNO A CUCINARE
A differenza di Francy che può contare su mamma e nonna che l’hanno sempre coinvolto fin da tenera età, per cui probabilmente riuscirà ad averne ricordo, io non ho un ricordo nettissimo. Non ricordo “spignattamenti”, piuttosto il tavoliere e la macchina per tirare la sfoglia, con mia madre che lavorava la pasta. L’aggeggio per dar forma ai cappelletti e la rondella per rifilare i tortelli d’erbetta. Con quegli aggeggi e un po’ di pasta (i ritagli) ci giocavo.
Ho dei veri e propri flash-back (è passato molto tempo…): la farina messa a fontana con dentro tutte le uova (e lo schifo che provavo solo guardando mettere le mani dentro a tutte quelle uova viscide… una sensazione che è rimasta molto forte… tutt’ora non riesco a prendere in mano la carne cruda e il pesce. Devo mettere i guanti. Men che meno impastare le uova: uso la forchetta.). Le verdure per il minestrone tagliate a tocchetti… montagne di verdura… E poi, quando preparava lo zabaione per mio padre, e quella volta che stava preparando la conserva di pomodoro e c’era salsa di pomodoro dappertutto..sulle mattonelle, sul pavimento.. un impiastricciamento che ricordo come fosse ora. E, ancora, quando sbatteva zucchero e burro per farne torte o creme.
CHI HA ISPIRATO IL MIO STILE IN CUCINA
Il mio stile è nato, cresciuto, adattato, cambiato nel corso degli anni.
Ho cominciato a provare a cucinare intorno ai 18-20 anni, cercando di imitare stile e ricette della mamma. Ingenua. E’ chiaro che ho perso da subito: i miei piatti difettavano sempre di qualcosa. Poi, lei, la mamma, mai stata paziente… Così ho cominciato a “pescare” dalle riviste ricette improbabili (come le pappe per le bambole!) e sottoponevo i miei esperimenti culinari ai palati di casa. Non ha mai funzionato: troppo legati ad una cucina tradizionale. M’avessero mai incoraggiato una volta! Puntualmente, guardando il piatto di portata, il commento era: “E questa, che roba è?” (l’unica cosciente della mia indubitabile creatività era mia sorella).
Il primo VERO assaggiatore delle pietanze confezionate dalle mie manine è stato P. (Anzi, digiamolo, l’ho preso per la gola quell’estate che i suoi non c’erano e ho cucinato a casa sua uno splendido risotto con gli zucchini – che poi ho rifatto altre volte, ma così bene non m’è mai più riuscito)
Il primo anno di mariage siamo ingrassati parecchio. Da lì, abbiamo deciso all’unanimità, di passare ad una cucina più leggera. Abolite salse, besciamelle, sughi e dessert, confesso che cucinare era diventato un filo più monotono. Di certo ha fatto bene alla salute.
Poi è arrivato Francy e lì la musica è cambiata: prima, con le pappe che regolarmente non finiva, succedeva che le finivamo a turno io e P. Crescendo e dovendo sopperire ai vari: questo non mi piace, quello non lo voglio e volendo non preparare una sfilza di tegamini diversi, ho uniformato al suo gusto quello mio e di P. Per una creativa che aggiungeva ingredienti su ingredienti nella preparazione anche di un piatto semplice, questa svolta è stata una “mazzata”.
Di certo una persona che ha adorato il mio stile è stata la mia amabile suocera. A lei che non è mai piaciuto cucinare non pareva vero le fosse capitata una nuora che ci sapeva fare ai fornelli. Così ero reclutata per il periodo estivo. All’inizio mi lasciava “carta bianca” solo che preferivo cucinare insieme a le. Così siamo passate ad una buona collaborazione durata diversi anni. Però aumentando l’età sua e di mio suocero sono insorti problemi: stomaco, fegato, colesterolo, cistifellea… così togli grassi di qua, toglili di là, e niente fritto e niente dolci a meno che non siano assolutamente dietetici, si sono cominciate a cucinare le “solite cose” con buona pace della cuoca
Aggiungasi poi che da qualche anno il tempo è sempre più tiranno, la cuoca si è ridotta a ricette sempre più semplici e veloci. E sapide (effetto prevenzione pressione arteriosa). E leggere (pochi grassi che fanno male). E niente fritto (che fa malissimo) E pochissimi dolci (che ingrassano e fanno venire il diabete).
Da una saporita e grassa cucina regionale si è passati in vent’anni ad una cucina minimalista: negli ingredienti e nelle dosi.
LA COSA CHE MI DISGUSTA MAGGIORMENTE
Indubbiamente e tassativamente le frattaglie.
Seguono: le ostriche, i pesci con le lische piccole, le torte che “sanno” di uova.
E poi: la carne di manzo che non sa di carne di manzo, quella di pollo che non sa di pollo, quella di tacchino che non sa di tacchino (a dire il vero spesso hanno tutte quasi lo stesso gusto di allevamento e di frescume)
Le verdure e la frutta che non hanno gusto. (lo so che sto messa male…)
PIATTO FIRMA
La mia mano è a buoni livelli con i risotti in genere, il brasato con la polenta e la torta al cioccolato fondente.
Ma devo dire che i primi e i dolci mi vengono generalmente bene.
Le carni, sarà che mi piacciono poco, non vengono male ma c’è sicuramente chi sa cucinarle meglio.
E devo imparare a fare da sola i tortelli d’erbetta e i cappelletti in brodo: fin’ora li ho fatti in collaborazione.
Una menzione a parte merita la pasta per la pizza. E direste: che ci vuole? Non è così semplice. Anni di studio (prove) per raggiungere un buon livello di pasta e adesso mi ritengo abbastanza soddisfatta.
 
Non farò la passa-palla ma la lascio prendere a chi la vuole...
postato da: diamond alle ore 13:36 | link | commenti (11) | commenti (11)
categorie: ambergusti
02/08/2005

“Il viaggio che dovrai compiere avrà sette tappe.

Prima dovrai andare nel nulla..

Poi conoscere il caso, i rimpianti,

la fortuna, le peregrinazioni e la follia,

per accedere infine al sogno.”

 

 

 

 

Ci sono libri che…

 

 

Ci sono libri che li leggi e hanno un che di poetico che ti scivolano le pagine e sul cuscino rotolano tutte le frasi e gli avvenimenti in esso contenuti, patinando le ore consumate nella loro lettura. Trovo che questo, di cui propongo il primo capitolo, sia uno di quei libri e che, alla fine di questo pezzo, vi venga voglia di leggerlo.

 

 

 

 

Per cominciare, il suono di un piano. Una musica leggera, ritmata, tinta di accordi di jazz, che discendeva lungo il Rio delle Amazzoni, carezzava con i suoi arpeggi la superficie dell’acqua, scivolava fra gli alberi, nel fogliame, e lentamente andava a morire sulle sponde del fiume. Subito dopo, un fiume immenso e profondo, migliaia e migliaia di metri cubi d’acqua, talmente rossa da ricordare un torrente di lava. Un torrente di lava che si riversava nel bel mezzo della foresta più verde e gigantesca del mondo.

Sul fiume, una zattera. Così improbabile che non si riusciva a vedere nient’altro, simile a un punto nero su un muro bianco. Sulla zattera, un piano. Di colore bianco.

Perché bianco? Non lo si può spiegare. Non ancora.

E di fronte al piano, seduto su uno sgabello, un musicista.

Nero.

Pelle nera.

Capelli neri.

Occhi neri.

Ma tutto il resto – scaturito come per magia dal catalogo di una mostra di oggetti d’epoca – di un candore sfolgorante.

Cappello bianco.

Denti bianchi.

Smoking bianco.

Scarpe bianche.

Unica macchia: un sigaro piantato fra i denti. Un avana che il musicista fumava con tranquillità.

E, mentre fumava, continuava a suonare. Contemporaneamente scandiva le misure battendo i talloni sulle assi della zattera.

Un jazzista sublime, a dire il vero. Senza dubbio uno dei migliori. Avrebbe meritato la fama di nomi come…

Le sue dita, esili e lunghe, scivolavano e volteggiavano sopra i tasti del piano come le ali di una farfalla nell’aria. Un autentico virtuoso, che componeva musiche di ogni colore sulla tavolozza della tastiera. Quando si metteva a suonare, persino il silenzio doveva stare ad ascoltarlo. E tutti si chiedevano: “Com’è possibile che qualcuno suoni bene come l’uomo col piano bianco?”

Bianco. Il piano era bianco. Il bianco non è veramente un colore. Né per uno strumento, né per chicchessia, in fondo. Eppure era così. Non avorio, non alabastro: bianco. Immacolato.

Strano colore per un piano di tali dimensioni e fattura. In generale, il nero risulta migliore per un piano: dona prestanza, nobiltà. Eppure era proprio il colore bianco a renderlo magico e irreale. Come se, di colpo, gli si concedesse una particolare importanza, sapendolo così puro, virginale, quasi invisibile.

Tutto ciò poteva sembrare insolito, ovviamente – e, in un certo senso, lo era. Da dove saltava fuori quel piano? Che faceva quell’uomo, perso nel mezzo del fiume, fra lo splendore del sole e l’umidità di quella giungla terribile? E qual’era il suo nome?

E la sua musica? Una musica così viva, volteggiante in un posto selvaggio come la foresta amazzonica. Un po’ come se Louis Armstrong avesse suonato la tromba sulla luna.

Nero su bianco. Jazz su silenzio. Musica su vuoto.

Una cosa bellissima.

Proprio ciò che ci serve per cominciare questa storia.

di Maxence Fermine "Amazone e la leggenda del pianoforte bianco"
ed. Bompiani

 

 

 

 

 

 

postato da: diamond alle ore 22:07 | link | commenti (9) | commenti (9)
categorie: amberarte
02/08/2005

Mai capitato che apri un libro, il primo che ti viene in mano - quasi che la mano fosse guidata da un'entità superiore - e apri il medesimo così, a caso e poi leggi e scopri che quello che stai leggendo è un'illuminazione?

"Nello stato di sogno speciale, il corpo del sogno è creato dalla mente e dall'energia vitale che sta all'interno del corpo. Il corpo onirico è in grado di dissociarsi completamente dal pesante corpo fisico e di spostarsi altrove. Un modo per sviluppare questo speciale corpo onirico sta nel riconoscere il sogno come tale quando esso finisce.
Poi impareremo che il sogno è malleabile e che sforzandoci potremo controllarlo".

Grande!

Sto sognando di lavorare chiusa in uno sgabuzzino e questo è il mio corpo onirico. Quello fisico trovasi altrove. Più precisamente sta osservando un orizzonte incantevole. C'è fresco e quel sole tiepido che bacia la pelle esattamente come vorrei fosse baciata. Più che in un sogno il mio corpo onirico si trova in un quasi-incubo. Di certo non lo invidio!  Fra poco mi sforzerò per averne il controllo e malleabilmente porterò il mio corpo onirico ad unirsi a quello fisico.

Che nessuno faccia scherzi...

postato da: diamond alle ore 15:39 | link | commenti (10) | commenti (10)
categorie: ambersogni
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