Vabè... allora mi raccomando:
fate i bravi, scrivete belle cose che quando torno leggo.
Come? Dite che vi pare che vado via? Che chiudo il blog?
Il blog resta chiuso per ferie che l'AmberTuna raggiunge il suo mare

Non pensate che, dopo tutto questo tempo, qualche tuffo mi ci vuole proprio?

Ci dev'essere gente che mangia tarantole a colazione.
Ecco perchè poi sono acide già di primo mattino e non riescono a fare un sorriso manco se fossero sotto tortura!
Nella mia piccola vita, quando parlo con una persona, benchè sconosciuta, mi viene naturale parlare e abbozzare quantomeno un sorriso. Non so... forse per semplice forma di cortesia (o forse perchè inconsciamente desidero essere accettata). Di solito, l'interlocutore/ice, abbozza egli/ella stesso/a un sorriso di rimando.
Stamattina no. Stamattina niente sorriso di rimando. Stamattina il gelo. Parole secche. Mancava più che dicesse: e non rompere il c#xxo... sono sicura l'avesse lì, sulla punta della lingua...
Ma io non mi sono lasciata scalfire più di tanto. I miei sorrisi glieli ho dati tutti. Anzi, ho perfino esagerato... Uscendo le ho anche detto: "Devo chiamarle il prossimo numero?"
Si, certo, è rimasta un attimo interdetta da cotanta gentilezza... gliel'ho colta nello sguardo...
Fosse che fosse che uno dei miei sorrisi ha sciolto un minimo di gelo?
Lo spero, se non altro per quelli che stavano in fila dopo di me...
Se è vero che il cervello emette onde, sarebbe interessante sapere dove le mie vanno ad infrangersi. 
Come si fa per andare a vedere?
E' di stamattina un articolo sul quotidiano locale che riporta come, in tempo di innamoramento, la coppia dialoghi almeno tre ore mentre fra marito e moglie il dialogo si riduce ai 15 minuti.
Chissà se è proprio così o se è l'ennesima esagerazione... 
E così mi viene in mente ieri.
Ahh, ieri mattina mi sentivo proprio bene... logorroica al punto giusto, con quel gusto di andare a scindere e comprendere le profondità delle menti umane in relazione alla società, al tempo in cui si vive, ecc.ecc. con divagazioni sui figli, i genitori, la coppia... Roba tosta, insomma. 
Non c'è F che è impegnato con lo studio dalla nonna. Siamo appena partiti. P. è alla guida e io attacco quasi da subito. Che cara! Al che lui mi fa: "Facciamo che appena fuori città guidi tu?"
"Ah, si si, va bene. Tanto lo so che mi fai guidare perchè così sono assorta nella guida e magari me ne sto zitta! " 
... e andrebbe effettivamente così se non fosse che mi sento proprio bene, con la mente lucida, i pensieri disposti per benino... Così guido io e intanto bla bla bla...
Però, lo vedo interessato. E lo so che tutto questo ci fa bene. Per questo non demordo.
Con mia sorpresa, la sera, al ritorno, mentre guida lui, si parla ancora... dopo che lui è andato a ripescare i discorsi del mattino... 
Ci sono giorni che mi bacerei in fronte. 
Giorni di fermento... gli esami alle porte - e il ragazzo comincia a "pippare" ed è nervoso - e poi periodo di feste, programmi per le vacanze, progetti futuri e ancora riunioni su riunioni, per l'ufficio, per le scuole, per... ufffffff...
Vorrei una pausa.
- Pausa non prevista per i prossimi venti giorni almeno -
Donna, mettiti in pace...
Succede che (anche se il tempo è veramente tiranno ultimamente) per la curiosità che sempre mi contraddistingue, di leggere qualche blog, così a caso, mentre mi collego per postare qualcosa di mio. E succede che, a forza di leggere qua e là, il tempo a mia disposizione passa e magari alla fine non posto nemmeno.
Ci sono diverse categorie di blog: quelli che trattano di politica, quelli di “servizio”, quelli di poesia e quelli che parlano dei propri pensieri e/o esperienze. Va da sè ( o accompagnata?) che sono questi ultimi che più mi interessano. Anche quelli di poesia, a dire il vero. Mi perdo a leggere nelle righe, che sono pieghe della vita e spesso, in queste pieghe avverto – come dire? – qualcosa di .. non so… frammenti di mancanza, quando non proprio di infelicità. E allora mi chiedevo se a questa umanità effettivamente non manchi qualcosa. Anche quando pare vada tutto bene. Quando gli affetti sono stabili. Quando la vita non è avara e sa regalare gioie e non solo dispensare dolori. In molti avverto inquietudine. Leggo che si ha un forte bisogno di sognare. Anch’io, a dire il vero. Questa vita non ci basta? Troppo dura/monotona/priva di colori? Bisogno di alleggerire i giorni? Può essere che il nostro peregrinare, perché di questo si tratta, sia la perenne ricerca di un senso profondo?
Ho come l’impressione che qualcosa ci trattenga: come se l’energia non riuscisse a fluire come dovrebbe. Troppo trincerati dietro le nostre sicurezze, troppo timorosi di uscire allo scoperto, troppo incanalati in qualcosa in cui non si crede fino in fondo, troppo amareggiati, troppo diffidenti.
Troppo bisognosi d’avere che ci dimentichiamo di dare.
Forse ci hanno insegnato la vita in un modo sbagliato. Forse si continua a sbagliare e a nostra volta insegniamo sbagliato. C’è bisogno di semplicità. In un gesto, in un sorriso.
O, semplicemente, di fare la cosa che pare più difficile: amare.