
Reggio Emilia 1973.

Luigi Ghirri, Villa Belvedere Visconti di Modrone. Macherio (1987)
LUIGI GHIRRI
(forse mi è piaciuto perchè abbiamo in comune lo sguardo nelle nuvole)
"nell'unità vivente di parola ed immagine, nel rispecchiamento reciproco di pittura, musica e poesia...uno sguardo nuovo sul mondo (...) evento di un uomo che pieno di stupore e meraviglia ritrova nella fotografia ed attraverso la fotografia la gioia di vedere e far vedere il senso, la necessità, il mistero di ogni figura che appare nel mondo e si riflette, attraverso lo sguardo nelle stanze della nostra memoria, da un manto di stelle accartocciato sino al Davide di Michelangelo in un posacenere di plastica" (Costantini).
http://www.fotologie.it/Ghirri.html
Da: Il profilo delle nuvole – di Gianni Celati
"Le foto di Ghirri producono per contagio un'appetenza dello sguardo, che è essenzialmente attenzione allo splendore di tutte le cose avvolte nella luce. Questo splendore è la loro gloria, che non appare tale al disincantato ed all'uomo infelice. Appare tale all'uomo che per qualche motivo si trovi in buona compagnia con l'orizzonte e col cielo, questi due limiti ultimi del grande teatro naturale di tutte le immagini".
"Ghirri riconduce tutte le apparenze e apparizioni verso quell'ultimo sfondo, verso il limite sul quale l'aperto si fa mondo. Riesce a farlo attraverso la visione atmosferica, cioé attraverso il sapore affettivo dei colori e dei toni. E ciò gli permette di presentare tutte le apparenze del mondo come fenomeni sospesi, e dunque non più come fatti da documentare. Ogni momento del mondo è riscattato dalla possibilità di ridargli una vaghezza, cioè di riportarlo al sentimento che abbiamo dei fenomeni".
"In Walser sembrerebbe che solo un laborioso esercizio per usare bene l'inautenticità, l'artificialità di tutte le parole e le immagini, possa riscattare ogni momento del mondo. Che possa trasformarli tutti in fenomeni del grande teatro naturale, chiuso soltanto dall'orizzonte e dalla tenda del cielo. Che, finalmente, tutta l'artificialità dell'arte e della vita, non siano più colpe da cui dovremmo riscattarci, ma siano prima di tutto segni di buona volontà. Il pianto della donna di cui parla Walser non è che il fondo affettivo di tutto questo, la pietà per il mondo"."Non c'è più nessun grande viaggio che sia più emozionante d'una passeggiata per vedere i colori del mondo. Forse adesso cominciamo a riconoscerlo questo teatrino a larghissimo proscenio, chiuso soltanto dalla tenda del cielo, questo magazzino delle forme d'arte e d'illusione che è il paesaggio italiano".
"Ma solo di quì può nascere l'idea che ci sia "qualcosa da vedere", come una qualità assoluta dei luoghi, quotata da un listino di valori. Mentre in realtà non c'è mai niente da vedere, ci sono solo cose ci capita di vedere con maggior o minor trasporto, indipendentemente dalla loro qualità. Un lutto attenua tutti i colori

Mi è piaciuto, della mostra di Boldini, poter vedere il suo percorso artistico attraverso gli anni e, soprattutto gli umori... Come si cambia... e lì, è così evidente! La precisione e tutto sommato la pacatezza dei primi anni, la sensualità del periodo parigino (quello dove, sicuramente, ha amato le donne... Amato?!? ... a suo modo... le spogliava col pennello, nonostante dipingesse anche le vesti) e molto ha colto nei loro sguardi e nelle loro pose che, ancora adesso a distanza d'anni, queste parlano a chi le guarda. E poi l'ultimo periodo, dove le pennellate si fanno sfuggenti, circolari, caotiche, irrequiete...
Mi ha impressionato come ha saputo dare vita ai tessuti. Mi spiego: quando si vede il velluto, lo capisci che è velluto... ha spessore, morbidezza... così pure i veli... e i nastri... la tappezzeria... la moquette... Si guardano i tessuti e ti sembra di sentirli al tatto solo vedendoli... Un effetto strano...
Pioveva, ho fatto la coda, non mi sono potuta gustare come volevo la mostra a causa dell'affollamento, ma ne è valsa la pena.
Per la cronaca, a chi interessasse è stata prorogata fino al 12 giugno.

Ci attente un w.e. lungo. Bene. A parte che si sente odor di pioggia. Programmi? No. Ci regoleremo via via. Nulla di predefinito. Ma ho troppe cose da fare e quando sono troppe, anche se stilo le priorità, inevitabilmente si genera confusione. E poi - sempre - c'è qualche imprevisto che scombina. Intanto, per sentirmi la testa più leggera, mi aspetta la parrucchiera. Poi si vedrà.
Buon w.e. a tutti 
Guido la mia “poderosa”
. Mi piace esser sola mentre guido. Vedo la strada che si dipana, curva dopo curva. Amo anche la tortuosità di questa strada che ormai conosco come le mie tasche. Un po’ di musica. A volte canto, più o meno a squarciagola. Tanto, non mi sente nessuno!
Ma, più spesso, la musica resta un sottofondo piacevole, mentre comincia il dialogo con me stessa. Srotolo pensieri, a volte strani, appena folli… domande… La mia coscienza diligentemente risponde
. Il mio alter ego controbatte
. E’ così che macino chilometri e non me ne avvedo. Arrivo in città, a volte con i pensieri chiari, altre con una confusione maggiore nella quale occorrerà mettere di nuovo ordine.
Ma sempre, con il piacere d’esser stata un po’ con la mente assorta. Riflettendo di questa vita che è strana, semplice, crudele, enigmatica e misteriosa, faticosa.
Mai banale.
Un giorno, un pensatore indiano fece la seguente domanda ai suoi discepoli: "Perchè le persone gridano quando sono arrabbiate?" "Gridano perchè perdono la calma" disse uno di loro. "Ma perchè gridare se la persona sta al suo lato?" disse nuovamente il pensatore "Bene, gridiamo perchè desideriamo che l'altra persona ci ascolti" replicò un altro discepolo E il maestro torna adomandare: "Allora non è possibile parlargli a voce bassa?" Varie altre risposte furono date ma nessuna convinse il pensatore. Allora egli esclamò: " Voi sapete perchè si grida contro un'altra persona quando si è arrabbiati? Il fatto è che quando due persone sono arrabbiate i loro cuori si allontanano molto. Per coprire questa distanza bisogna gridare per potersi ascoltare. Quanto più arrabbiati sono tanto più forte dovranno gridare per sentirsi l'uno con l'altro. D'altra parte, che succede quando due persone sono innamorate? Loro non gridano, parlano soavemente. E perchè? Perchè i loro cuori sono molto vicini. La distanza tra loro è piccola. A volte sono talmente vicini i loro cuori che neanche parlano solamente sussurrano. E quando l'amore è più intenso non è necessario nemmeno sussurrare, basta guardarsi. I loro cuori si intendono. E' questo che accade quando due persone che si amano si avvicinano." In fine il pensatore concluse dicendo: "Quando voi discuterete non lasciate che i vostri cuori si allontanino, non dite parole che li possano distanziare di più, perchè arriverà un giorno in cui la distanza sarà tanta che non incontreranno mai più la strada per tornare."
Mahatma Gandhi
Credono che non me ne sia accorta?!? 
C'è qualcuno che mi guarda storto perchè ho legato con la nuova collega. Non si pongono la domanda "come mai"? ... alla quale far seguire una bella introspezione, che male non farebbe. 
Si capisce che ho legato... ovvio...
è una persona aperta, simpatica, financo profonda. In breve: una persona "ricca" dentro. Ricca di umanità. Ricca di voglia di vivere. Ricca di idee. Ricca di cultura. E ha perfino qualche difetto! Una che non disdegna il confronto, anzi, lo provoca. 
E volete che io "molli" una personcina così per una distesa di uomini e donne amorfe? 
Qualcuno non conosce bene l'Amberella. 
(Boldini - autoritratto)
Per gli amanti dell'arte (e del genere) segnalo la mostra di Boldini in quel di Padova fino al 29 Maggio 2005, a Palazzo Zabarella
http://www.palazzozabarella.it/mostre_correnti.html
(Per chi non lo conosce, può vedere qui qualche suo quadro)





Porterò il ricordo di questo Papa nel cuore. So che mi accompagnerà sempre perché, a differenza dei suoi predecessori (quelli che ho fatto in tempo a conoscere – tutti bravi, per carità) di Lui ho sentito forte l’umanità divina. Forse è per questo che da tutti i continenti, popoli di religione diversa, di politiche diverse, uomini grandi e piccoli, tutti, lo piangono.