guardando l'orizzonte

lo sguardo scruta l'orizzonte... e intanto, cammino...
22/11/2004

Tu pensi che tuo figlio abbia "compreso" che bisogna studiare. Ti pare più motivato. I voti non sono sempre brillanti, ma vedi che ce la mette tutta.

E invece? Invece scopri che era tutto un bluff... e quando ti senti dire che è un bravo ragazzo, che non è sciocco, che è generoso e buono e che sa relazionarsi, dentro di te sai che è questa la cosa più importante.

Poi, però, quando ti senti dire che se si impegnasse un minimo di più, otterrebbe risultati decisamente più soddisfacenti, senti salire dentro te una rabbia...
La rabbia di chi, per l'ennesima volta, non ha capito una mazza... (tonna nel profondo, nevvero?)

Ora, non importerebbe più di tanto se non fosse che:

1) - quest'anno ha l'esame di terza
2) - bisogna pensare (tutti insieme appassionatamente) che scuola frequentare l'anno prossimo.

Così si passa dall' Istituto tecnico, al liceo sociopsicopedagocico (ex magistrali), al liceo musicale per poi tornare all'Istituto tecnico...



postato da: diamond alle ore 11:43 | link | commenti (11) | commenti (11)
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16/11/2004

Se mi scosto un po’ da me stessa e mi guardo da lontano, mi sembra d’essere come il mare.

Con la sua superficie, con le sue profondità, con i suoi segreti, in un moto continuo, ora lieve, ora impetuoso. Con le sue maree. E come lui essere accogliente, talvolta freddo, tal’altra spumeggiante.

Se dallo stesso punto osservo P., lo vedo come roccia. Solo a tratti scalfito. Solo nel tempo leggermente “eroso”. Con le sue grotte segrete che a volte offre per dare protezione. Con asperità alle quali aggrapparsi. Svettante verso il cielo, come la roccia punto di riferimento. Fermo, nella stessa posizione, lungo il trascorrere dei secoli.

Ci sono luoghi dove la roccia delle scogliere si incontra con il mare e questa permette che il mare la lambisca e a volte si riversi su di lei con impeto.

postato da: diamond alle ore 08:24 | link | commenti (16) | commenti (16)
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15/11/2004

Mah?!?

hanno liberalizzato le droghe? Non ne avevo notizia ma...ho appena finito la pausa pranzo...al bar ho acquistato due tavolette di cioccolato...e – udite udite – una è alla cannabis (giuro: semi di canapa 10%) e una è ai semi di papavero...

Beh...nell’incertezza me le assaggio prima di andare a letto...
si sa mai che effetti possono dare... (faccio assaggiare anche a P.)


postato da: diamond alle ore 14:32 | link | commenti (3) | commenti (3)
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10/11/2004

Scrivo. E quando scrivo è come un fiume in piena che non sa arrestarsi. I pensieri si susseguono veloci: così veloci che il tratto non riesce a fermarli sul foglio. Come una musica che scivola, dapprima piano e poi, via via, sempre più veloce e si dipana una melodia di parole, che altro non sono che un susseguirsi di pensieri.

E’ il cuore, che detta? E’ la mente? E’ l’anima?  Prima uno e poi l’altro e poi l’altro ancora? Comunque sia io sono quello che scrivo. Ciò è innegabile. Sono un pianista della penna. Almeno così, mi piace pensarmi. Anche in questo momento, mentre fuori piove e piove, sì forte che odo lo scroscio anche fra queste mura. E tira vento… quel vento che, a volte, vorrei mi portasse lontano… dove non so… in mondi diversi. Solo per scoprire che la mia casa è qui.

Ci sono note che scavano nel profondo umano e, anche, scritture. Le mie, no. Le mie passano lievi. Piume nelle ore dei giorni. Leggere, fanno poco rumore.

E dopo che la piena è passata, la penna resta sospesa sul foglio, in attesa, cercando di decidere se deve altro dire o, invece, tacere.

E’ così che arriva una quiete, per me un po’ spiazzante, ma solo fino alla prossima volta.

Fino a quando di nuovo l’inchiostro macchierà l’immacolato foglio.

postato da: diamond alle ore 15:33 | link | commenti (6) | commenti (6)
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09/11/2004

Leggo o non leggo?

Lì a fianco ci sta scritto che al momento non sto leggendo nulla. E' solo perchè non ho tempo/voglia di aggiornarlo, anzi credo che lo toglierò. In realtà leggo abbastanza, anche se solo qualche pagina a sera. L'ultimo libro letto è "Barcaluna". Un bel libro di cui ne consiglio la lettura. Un libro "anomalo".

Gli interessati e i curiosi li rimando al sito dell'autore: www.marcochierici.com

postato da: diamond alle ore 14:11 | link | commenti (1) | commenti (1)
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05/11/2004

Ai TG di questa sera ho appreso che non è defunto...
postato da: diamond alle ore 20:29 | link | commenti (5) | commenti (5)
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05/11/2004

apprendo proprio ora che Arafat è defunto...
postato da: diamond alle ore 14:02 | link | commenti (4) | commenti (4)
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05/11/2004

Gli equilibri non sono mai permanenti. Non so come si possa pensare il contrario.

La prima cosa che mi viene in mente è il grave stato di salute di Arafat. Nel senso che: e se muore? Certamente non si può definire un buon equilibrio quello politico fra palestinesi ed israeliani. Eppure, nonostante i conflitti, si può parlare di equilibrio. Certo, non di pace. Non di truculenta guerra. Guerriglia, la chiamano. Ma venendo a mancare quest’uomo? Ho idea che seguirà un periodo di inasprimento fra le parti. Come una veste tirata da più parti nel tentativo di accaparrarsi i lembi migliori.

La seconda cosa a cui penso è una “discussione” sugli equilibri (alle 6 di questa mattina) con P.

Per lui l’equilibrio è una cosa consolidata. Un sinonimo di serenità, principalmente interiore.

Anche per me, solo che non in tutti casi è “consolidato” permanentemente. Basta poco per dissestarlo. E non sempre bastano le proprie certezze per mantenerlo.

postato da: diamond alle ore 14:00 | link | commenti (2) | commenti (2)
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02/11/2004

La processione si snodava sotto la pioggia battente sugli ombrelli e i passi affondavano nel fango, giù, per la strada che porta al cimitero.
Intanto il parroco sgranava il rosario e la sua voce invitava alla preghiera per i defunti.

Io, con una mano in tasca e l’altra a sorreggere l’ombrello, guardavo per terra: i sassi, le pozzanghere di fango rosso e la mia voce, poco più che un sussurro, seguiva le pregherei della folla.

Ma non ero lì ad osservare il mio passo sul terreno molle, né, come molti, a fare chiacchiericcio, né a vedere quanto gli intervenuti fossero invecchiati (odiosissimi questi che si incontrano una volta l’anno, solo il giorno di commemorazione dei defunti e parlano come fossero al mercato).

Ero lì, a sentire nel mio cuore quelli che sono morti – non solo i parenti, ma tutti quelli che ho conosciuto e se ne sono già andati – e a pregare per loro. Ero lì, come molte altre volte, a focalizzare il senso della vita che, a volte, mi pare di vivere con parsimonia.

La nebbia saliva alla valle mescolandosi al fumo dell’incenso, durane la benedizione delle tombe.

Mi ero ripromessa di non far scendere lacrime e così è stato. Non tanto per una forza di volontà, piuttosto perché continuavano a risuonare le parole della prima lettura nella liturgia di oggi. Per me sono state così intense, così vicine al mio pensiero che continuavo a coltivarle nel mio intimo sentendomi pervadere da uno stato di grazia; quasi che la risposta alle mie domande risiedesse proprio in quelle parole così piene. Arrivò la benedizione e con essa al fine della celebrazione.

La gente, raccolta a gruppetti, parlava nemmeno troppo sottovoce. Nel cimitero echeggiava un borbottio di sottofondo. Per qualche ora queste tombe sarebbero state tolte dal loro mortale silenzio.

La pioggia, affatto turbata, incessantemente scendeva…


postato da: diamond alle ore 15:31 | link | commenti (7) | commenti (7)
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